a cura di Francesco Carcano

Verificare le fonti al tempo di Twitter

Frettolosamente archiviato il 2011 come l’anno della Primavera araba, rimbalzano sui media ad ogni nuovo sussulto le voci degli attivisti dei Paesi limitrofi registrate sui social network.
Frettolosamente archiviato il 2011 come l’anno della Primavera araba, rimbalzano sui media ad ogni nuovo sussulto le voci degli attivisti dei Paesi limitrofi registrate sui social network.

Si sono così delineate vere e proprie figure di giornalisti che analizzano e seguono i principali attori della blogosfera e dell’attivismo telematico e che contribuiscono così a discernere la notizia dalla propaganda.

Marina Petrillo è una giovane redattrice di Radio Popolare che, sul blog della trasmissione “Alaska”, ha raccontato le rivoluzioni attraverso l’analisi critica di quanto viene pubblicato sui social network.
Scopriamo così storie come quella di Salma Said, «giovane attivista che ha nel corpo 107 pallini metallici sparati dalla polizia, ricoverata nello stesso ospedale di Ahmed Maher, ferito gravemente alla testa mentre trattava la tregua fra polizia e manifestanti durante gli scontri seguiti alla strage dello stadio di Port Said».

Storie, nomi, persone: giornalismo senza “si dice”, ma con riscontri che parte dalla Rete e racconta in presa quasi diretta le tensioni del mondo lette attraverso i social network.


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1 Marzo 2012
Francesco Carcano    @ carcano@valori.it