Diritti umani

Human Rights Watch: chance contro l'impunità dei militari in Messico

La Corte Suprema del Messico ha un'opportunità importante per riformare il sistema della giustizia militare ed eliminare una delle maggiori fonti di impunità per gravi violazioni dei diritti umani perpetrate da membri delle forze armate…
Ad accendere i riflettori sull’argomento è l’organizzazione umanitaria internazionale Human Rights Watch attraverso comunicato a firma di José Miguel Vivanco, direttore esecutivo locale per la divisione delle Americhe. La speranza di giustizia si nutre del fatto che la Corte Suprema sta esaminando almeno 28 casi che mettono in discussione l'uso della giurisdizione militare per indagare e perseguire le accuse di abusi da parte di personale militare contro i civili: la Corte deve infatti pronunciarsi rispetto a una sentenza del luglio 2011 della Corte di Cassazione che aveva decretato che la magistratura è obbligata a conformarsi alle sentenze internazionali che bloccano l'accertamento e la persecuzione di violazioni dei diritti umani avvenuti nel quadro del sistema di giustizia militare. La sentenza del luglio 2011 della Corte di Cassazione si è basata su una sentenza del novembre 2009 della Corte interamericana dei diritti dell'uomo – ma non è stata la sola – rispetto al caso di Radilla Pacheco contro il Messico: il verdetto aveva stabilito che «non è il sistema della giustizia militare a dover essere utilizzato per indagare e perseguire violazioni dei diritti umani».

 
In Messico il segretario alla difesa esercita sia il potere esecutivo che quello giudiziario per le forze armate e ha grandi poteri di condizionamento sui giudici militari e le loro carriere. La revisione in sede civile delle decisioni giudiziarie militari è molto rara e non vi è praticamente alcun controllo o accesso pubblico alle informazioni relative a tali procedimenti, che possono richiedere anni.

 
La corte, che in questi giorni esprimerà in proposito, «ha l'opportunità di garantire la fine di un sistema opaco e squilibrato che ha protetto i membri delle forze armate a scapito delle loro vittime», ha dichiarato José Miguel Vivanco. Human Rights Watch nella sua relazione di novembre 2011 ha evidenziato il perpetrarsi di uccisioni, torture e sparizioni in Messico nell’ambito della “guerra alla droga”, con diffuse violazioni dei diritti umani da parte dell'esercito regolare: la procura militare ha infatti aperto quasi 5 mila indagini di violazioni dei diritti umani da parte dei soldati contro la popolazione civile dal 2007 al aprile 2012.

 
9 Agosto 2012
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