Raccolta firme

Superstipendi ai top manager delle banche? Per Fiba e Cisl è ora di cambiare

Mercoledì 29 maggio alle ore 10 Raffaele Bonanni, segretario generale
della Cisl e Giulio Romani, segretario generale Fiba Cisl, hanno apposto le prime firme per presentare il disegno di legge che regolamenta e limita il tetto alle retribuzioni del top management.
Fiba ha calcolato che nel 2012 i direttori e gli amministratori delegati dei principali gruppi bancari e assicurativi italiani hanno incassato, in media, retribuzioni di circa 42 volte superiore alla retribuzione media contrattuale prevista nei rispettivi CCNL, con punte di 108 volte.
Sempre nel 2012 i presidenti degli stessi gruppi hanno ricevuto emolumenti per un multiplo di 23 volte, con punte di 48. Su questa materia l’Unione europea, la Banca d’Italia e l’IVASS sono intervenute con proprie direttive, senza grandi risultati visti i numeri sopraccitati.
Fiba e Cisl hanno ritenuto pertanto necessaria l’introduzione di norme chiare ed esigibili, come peraltro ha fatto il governo per i manager pubblici. Per questo hanno proposto un tetto per la retribuzione fissa di 294 mila euro (pari a quello dei manager pubblici) e un rapporto di 1:1 per il salario variabile (come da indicazioni europee) e quindi, la riduzione del rapporto tra figura media contrattuale e retribuzione massima a 1:20.
Nelle prossime settimane i banchetti in ogni piazza, per raccogliere le firme.

L’iniziativa era stata presentata al recente congresso della federazione dei bancari della Cisl che aveva visto l’elezione alla carica di segretario generale di Giulio Romani. “Questa – ha dichiarato il neo segretario - è la prima a di una serie di iniziative che la Fiba e la Cisl intendono mettere in campo per contribuire alla riforma delle finanza e dei mercati finanziari e per rilanciare il ruolo dei lavoratori nella società e nel sistema bancario e assicurativo. La vera emergenza del Paese ha un nome: si chiama equità". “Sosteniamo l’iniziativa – ha dichiarato Bonanni - perché è necessario porre fine alla cultura dell’irresponsabilità. Non è possibile che i rubinetti del credito siano chiusi per i
cittadini mentre quelli per i bonus vengano lasciati aperti. Meno soldi per bonus e stipendi del top management e più soldi per il lavoro, per una giusta risposta alla crisi.”


MATERIALE INERENTE L'INIZIATIVA



26 Giugno 2013
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