La Svizzera dovrà cooperare allo scambio di informazioni fiscali con i governi dell’Unione europea, se vorrà avere un accesso illimitato al mercato del Vecchio Continente. Non si tratta né di un auspicio né di una minaccia. Siamo di fronte, piuttosto, ad una constatazione. Che assume un grande valore, dal momento che proviene direttamente dal ministro delle Finanze della Confederazione elvetica.
«Se vogliamo raggiungere un accordo, ci dobbiamo preparare ad adottare le regole imposte entro i confini dei Paesi membri dell’Ue - ha spiegato Hans-Rudolf Merz, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters -. Per cui l’Europa disporrà dello scambio automatico delle informazioni in materia tributaria». La presa di posizione arriva dopo che, sabato scorso, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble aveva rilasciato un’intervista al quotidiano Süddeutsche Zeitung, nella quale affermava che il segreto bancario assicurato dalla Svizzera doveva essere abolito.
Ma le pressioni tedesche - giunte dopo le polemiche relative alla lista di presunti evasori che hanno depositato i propri capitali nella nazione alpina, e che è stata offerta alle autorità di Berlino - non sono le sole che hanno raggiunto Berna negli ultimi mesi. Anche Belgio e Paesi Bassi, ad esempio, cercheranno di ottenere i preziosi dati bancari, che potrebbero garantire alle casse pubbliche tedesche fino a 400 milioni di euro. La Francia, inoltre, sta cercando da mesi un accordo, che coinvolgerà in particolare la filiale elvetica della banca HSBC.
A frenare, tuttavia, sono arrivate le dichiarazioni del ministro delle Finanze austriaco Josef Pröll, che ha spiegato ieri che «una soppressione del segreto bancario non è all’ordine del giorno».