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Credit crunch, i regolatori americani respingono le accuse - 08/02/2010

Botta e risposta tra mondo politico e regolatori americani. Questi ultimi hanno chiesto alle banche di continuare (se non di ripristinare) il flusso di credito di cui necessitano soprattutto i piccoli business...

Botta e risposta tra mondo politico e regolatori americani. Questi ultimi hanno chiesto alle banche di continuare (se non di ripristinare) il flusso di credito di cui necessitano soprattutto i piccoli business. E lo hanno fatto in un comunicato congiunto firmato da Federal Reserve, Federal Deposit Insurance Corp. ed altri regolatori federali. Un gesto che costituisce una chiara risposta alle aspre critiche giunte nelle ultime settimane da parte del Congresso e della Casa Bianca, che hanno additato l’eccessivo controllo esercitato soprattutto da Fed e Fdic come il primo responsabile del perdurare del credit crunch. 

Soprattutto alcuni esponenti di Capitol Hill si erano espressi senza mezzi termini: il senatore repubblicano Jim Bunning, ad esempio, aveva dichiarato in Aula che «è colpa delle scelte della banca centrale lo stop registrato nel flusso di capitali, soprattutto per quanto riguarda i piccoli prestiti». Una posizione condivisa in modo trasversale, dal momento che ha recentemente incassato l’appoggio del segretario al Tesoro del governo Obama, Timothy Geithner: «Sono convinto che simili preoccupazioni siano giustificate».

I regolatori hanno specificato di lavorare al fine di «assicurare che le politiche di controllo del sistema e le azioni intraprese per supervisionare l’operato degli istituti finanziari non si traduca inavvertitamente in un’incremento delle difficoltà di accesso al credito». Ma dietro il rimpallo delle responsabilità, quella che c’è in gioco è una partita più ampia. La stessa che ha diviso l’Europa in due schieramenti contrapposti: da una parte chi (Francia e Germania in testa) vuole sfruttare “l’occasione” offerta dalla crisi per un ferreo giro di vite sul sistema finanziario globale. Dall’altra chi teme di perdere quote importanti di business (la Gran Bretagna) e preferisce dunque seguire una linea più morbida. 

Inoltre le richieste di non “soffocare” le banche giunte ai regolatori americani - ha sottolineato il Wall Street Journal - giungono come palesemente in contrasto con le critiche piovute sugli stessi organismi al momento dello scoppio della crisi. All’epoca, infatti, si additarono Fed e Fdic come impliciti sottoscrittori dei comportamenti delle banche, che non erano state adeguatamente vigilate. 

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