Meno banca d’affari e più business retail. Sarà caratterizzato da questo cambiamento il futuro della banca franco-belga Dexia. È trapelato ieri, infatti, come secondo l’accordo siglato venerdì scorso con la Commissione europea l’istituto di credito dovrà convogliare «una parte sostanziosa» dei propri ricavi, a partire dal 2014, nelle sue attività bancarie “al dettaglio”.
A dichiararlo è stato lo stesso amministratore delegato del gruppo, Pierre Mariani, in un’intervista rilasciata a Parigi. Il manager ha specificato come, sempre tra quattro anni, i capitali destinati al segmento retail saranno pari ad una quota di circa il 60% degli affari complessivi della banca. I finanziamenti «a favore della collettività» saranno pari a poco meno del 20%, mentre solamente ad un altro 20% ammonterà la quota riservata all’investment banking.
Un cambiamento di rotta figlio della crisi finanziaria globale, che ha imposto (e sta imponendo) un ripensamento dei business dei grandi gruppi bancari di tutto il mondo. «L’obiettivo - ha proseguito Mariani - è la riconquista della base della nostra clientela, e soprattutto della loro fiducia». Il dirigente ha anche aggiunto che l’istituto ha previsto un investimento da oltre 350 milioni di euro per modernizzare la sua rete in Belgio: un piano imposto dalla Commissione di Bruxelles come compensazione degli aiuti pubblici ricevuti nel periodo più nero della crisi. Il bilancio della banca verrà comunque ridotto del 35% nel periodo 2008-2014.