I contribuenti inglesi potrebbero ottenere 5 miliardi di sterline di profitti, nell’ambito dell’Asset protection scheme, nei prossimi due o tre anni. A riferirlo sono stati gli stessi manager che gestiscono l’Asset protection Agency, organismo creato dal governo di Londra al termine dello scorso anno al fine di vigilare sui prestiti da 282 miliardi di sterline di Royal Bank of Scotland assicurati con capitali pubblici.
Fino ad oggi - riferisce il Guardian - le autorità britanniche non si erano esposte così tanto, limitandosi sempre a dichiarare che il complesso programma offerto a RBS (che altrimenti non sarebbe sopravvissuta) non avrebbe provocato perdite. Solo nello scorso dicembre il Tesoro inglese dichiarò: «Il costo diretto per i contribuenti nell’ambito dell’APS è previsto prossimo allo zero».
Le prospettive, dunque, sono decisamente cambiate. Secondo l’agenzia i 5 miliardi di sterline di profitti arriveranno sulla base di due fattori: il primo è costituito dai 2,5 miliardi derivanti dalle commissioni che RBS dovrà pagare prima di uscire dal programma (700 milioni all’anno nei primi 3 anni, quindi saranno versati gli ultimi 500). La seconda metà sarà garantita invece dall’analoga uscita dell’altra banca salvata dal governo guidato da Gordon Brown, Lloyds Banking Group (stavolta nel giro di due anni e mezzo).