Molti dirigenti di Bank of America non erano al corrente del progetto di acquisizione di Merrill Lynch. Sembra incredibile, eppure è ciò che trapela dall’inchiesta condotta dal procuratore generale di New York Andrew Cuomo, che ieri con grande clamore internazionale ha incriminato il colosso bancario Usa e i suoi ex dirigenti. Chi lavorava nell’istituto di credito, riferisce l’agenzia Bloomberg, era infatti convinto dell’esistenza di un’operazione in preparazione, ma immaginava che coinvolgesse in realtà Lehman Brothers, la banca clamorosamente fallita all’inizio della crisi finanziaria globale.
È sufficiente - ha spiegato il magistrato americano dopo aver esaminato i documenti relativi all’inchiesta per 25 ore - leggere il contenuto di numerose e-mail e note scambiate tra i dipendenti di BofA nelle settimane antecedenti all’accordo per l’acquisizione di Merrill, approvato il 5 dicembre del 2008 e reso operativo il 1 gennaio del 2009. E se gli stessi lavoratori della banca non potevano immaginare che si stesse per dar vita a tale affare, ha osservato Cuomo, come avrebbero mai potuto esserne informati gli azionisti? Tanto più che, qualora lo fossero stati, avrebbero saputo anche dei miliardi di dollari di perdite patite da Merrill. E, per questo, probabilmente non avrebbero concesso il via libera all’assemblea generale.
«È il modo con il quale approviamo le acquisizioni che mi manda in bestia!», esclamava il direttore Chad Gifford in una email inviata ad un collega. «Leggere e piangere», scriveva l’accounting officer Neil Cotty nell’oggetto di una nota datata 4 novembre 2008, subito dopo che uscì il report finanziario preliminare di Merrill, che segnalava una perdita di 6 miliardi di dollari (poi rivelatasi ben superiore). «Così fregano gli azionisti!», esclamava ancora Gifford, al quale giungeva una risposta chiarissima sull’opportunità di parlare di tali argomenti via email: «Non lasciare tracce». L’affare “puzzava”, insomma. In altre comunicazioni gli stessi consulenti legali della banca invitavano ad informare gli azionisti. Ma furono evidentemente ignorati. Anzi, dopo tali suggerimenti, i membri dello studio legale Wachtell, Lipton, Rosen & Katz furono letteralmente «emarginati», spiega Cuomo.