Due ex presidenti della più importante banca privata del Portogallo, la BCP, saranno chiamati a rispondere del loro operato di fronte ad un tribunale. Secondo le accuse dei magistrati, i due top manager sarebbero infatti colpevoli di aver manipolato artatamente il mercato e di aver prodotto documenti falsi. Ad annunciare la notizia – riferisce l’agenzia France-Presse – è stata la procura criminale di Lisbona.
I due ex dirigenti finiti nel mirino della giustizia sono Jorge Jardim Gonçalves, fondatore dell’istituto di credito che ha ricoperto la carica di presidente fino al 2005, e Filipe Pinhal, che ha diretto la banca per sei mesi nel corso del 2007. Saranno giudicati insieme ad altri ex-amministratori di BCP – ha precisato il tribunale – mentre una quinta persona è stata prosciolta. In particolare, gli inquirenti portoghesi avrebbero scoperto un sistema fraudolento teso a mascherare i risultati della banca attraverso la pubblicazione di documenti falsi. Una “messinscena” durata dal 1999 al 2007, grazie alla quale si riuscirono a nascondere perdite per 600 milioni di euro.
Parallelamente all’inchiesta giudiziaria, anche l’autorità che vigila sulla Borsa e la Banca del Portogallo hanno avviato nei mesi scorsi una serie di indagini, che sono sfociate nella condanna, per nove ex dirigenti, al pagamento di una sanzione pari a 4,325 milioni di euro.