«Occorre separare le due questioni». Il commissario europeo all’Allargamento, Stefan Füle, ha riaffermato ieri che il massiccio “no” con cui i cittadini islandesi hanno bocciato in un referendum l’ipotesi di accordo con Regno Unito e Paesi Bassi sulla questione Icesave non avrà alcun impatto sul processo di adesione dell’isola all’Unione europea. Ciò sebbene Bruxelles sia particolarmente attenta alle questioni economiche.
«C’è stato un disaccordo - ha insistito il commissario in un’audizione di fronte ai parlamentari europei a Strasburgo, secondo quanto riportato dall’agenzia France-Presse - riguardante il rimborso, di qui al 2024, da parte dell’Islanda di 3,9 miliardi di euro reclamati da Gran Bretagna e Olanda per il fallimento di una banca. Una questione che non c’entra nulla con l’eventuale ingresso del Paese nell’Ue». Secondo i risultati definitivi del referendum, i pareri contrari sono stati pari al 93,2% dei circa 230 mila votanti. Füle ha anche specificato che le trattative tra i tre soggetti in campo proseguiranno, «e noi siamo fiduciosi che una soluzione possa essere raggiunta in breve».
Lo scorso 24 febbraio la Commissione di Bruxelles ha raccomandato l’apertura di nuovi negoziati, proprio in vista dell’entrata dell’Islanda nell’Ue. In quell’occasione proprio Füle aveva sottolineato che si sarebbe monitorata con particolare attenzione l’applicazione, da parte di Reykjavik, delle norme comunitarie in materia di libera circolazione dei capitali e dei servizi finanziari.