Il tasso di disoccupazione in Giappone è inaspettatamente sceso ai minimi degli ultimi dodici mesi. Il dato, registrato nel mese di gennaio, arriva contemporaneamente a quello relativo ai nuovi posti di lavoro, che ha raggiunto il picco degli ultimi 30 anni. Una performance che stride con quella di gran parte del resto del mondo, dal momento che in Europa la disoccupazione è stata pari nello stesso mese al 9,9% (la più alta in 11 anni), mentre negli Usa ha toccato il 9,7%.
La percentuale di persone in cerca di un impiego è scesa così al 4,9%, rispetto al 5,2% registrato nell’ultimo mese del 2009: un dato migliore anche rispetto a quello ipotizzato da un gruppo di esperti interpellati nei giorni scorsi dall’agenzia Bloomberg, che aveva previsto un lieve calo al 5,1%. Ad annunciarlo è stato l’ufficio statistico di Tokyo aggiungendo, in un rapporto separato, che un’altra buona notizia per il Giappone proviene dai consumi, in crescita per il sesto mese consecutivo. «Si tratta di dati molto incoraggianti», ha commentato Masamichi Adachi, economista di JPMorgan Chase nella capitale nipponica, che ha però spiegato anche come il tasso di disoccupazione rischi ancora, nei prossimi mesi, di mantenersi all’incirca sui livelli attuali.
In termini assoluti, sono stati 540 mila i posti di lavoro creati nel mese di gennaio: la migliore performance dal 1973. A trainare il dato sono state soprattutto i settori alberghiero e della ristorazione, seguiti dalle aziende che operano nella sanità e nel welfare.