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Banca Etica e fondazione culturale responsabilità etica
Al summit dei banchieri etici la crisi è un'occasione da non perdere - 28/11/2008

Se n'è discusso ieri, a Francoforte, al primo meeting dei banchieri etici europei che aderiscono a INAISE, l'associazione internazionale degli investitori nell'economia sociale

FRANCOFORTE - Clienti che si precipitano a comprare obbligazioni bancarie, crescita record dei conti correnti e dei libretti di risparmio, liquidità in avanzo. Niente paura, non siamo su un altro pianeta, tutto quello che avete letto sta succedendo veramente. Se n'è discusso ieri, a Francoforte, al primo meeting dei banchieri etici europei che aderiscono a INAISE, l'associazione internazionale degli investitori nell'economia sociale.

Poche cravatte, clima informale e una valanga di dati. Tutti con segno positivo. C'è Lars Hektoen, della norvegese Cultura Sparebank, che presenta «i migliori risultati in tutta la storia della banca», o Markus Jermann, della svizzera BCL, dove,nell'ufficio clienti, sono sommersi dalle telefonate. «Siamo diventati quasi un numero verde», spiega Jermann. «Ci chiamano soprattutto persone che non hanno il conto da noi, per sapere cosa sta succedendo nei mercati».

Tra tanti segnali positivi non mancano le preoccupazioni. «I nostri conti sono in ordine», spiega Lars Pehrson, direttore generale della banca danese Merkur, «ma la Banca Centrale ci ha chiesto di pagare un pegno pesantissimo per il piano di salvataggio del sistema bancario. Il fallimento di Roskilde Bank ci è costato un contributo straordinario di un milione di euro in due anni: la metà dei nostri profitti». Trasparenza, investimenti nell'economia reale,sostegno a progetti con valore sociale e ambientale, e nessun titolo"tossico" nei bilanci. In poche parole l'attività bancaria delle origini, quando il credito era il motore dell'economia e le banche non si erano ancora trasformate in "piazziste" di titoli esotici o consulenti per operazioni di alta ingegneria finanziaria.

Sono questi gli ingredienti che accomunano le banche etiche europee, tra le poche che riescono a stare a galla in questo periodo di crisi. «La crisi è un'occasione che non possiamo perdere», spiega Fabio Salviato,presidente di Banca Popolare Etica. «Forti dei risultati dobbiamo far sentire la nostra voce, soprattutto se le autorità finanziarie decideranno di scrivere nuove regole. Che dovranno essere più severe,con limiti precisi alla speculazione, ai fondi hedge, al commercio di strumenti derivati over the counter, e una regolamentazione molto più  severa dei paradisi fiscali». Banca Etica, che con 530 milioni di euro di raccolta, è la terza banca etica europea, ha visto crescere i depositi dei clienti del 10% da inizio anno, un dato in controtendenza rispetto alla media del settore bancario italiano.

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