Crisi, per gli analisti le perdite potrebbero toccare i 1500 miliardi di dollari - 17/09/2008
Secondo Christopher Wood (Clsa) la crisi finanziaria potrebbe comportare ulteriori perdite per le maggiori istituzioni finanziarie
Se le previsioni degli analisti fossero confermate, ai crolli in borsa, alle amministrazioni controllate e ai fallimenti “eccellenti” dovremo abituarci. William Tanoma, uno dei più quotati consulenti di Goldman Sachs, un anno fa stimava in un report che Citigroup avrebbe dovuto effettuare svalutazioni per 18 miliardi di dollari: previsione che si è rivelata perfino prudente.
Oggi Christopher Wood della Clsa (che già cinque anni fa predisse il crollo del mercato immobiliare americano) afferma che la crisi finanziaria potrebbe comportare ulteriori perdite per le maggiori istituzioni finanziarie per mille miliardi di dollari. Se si considera che fino ad oggi il “rosso” complessivo si aggira intorno ai 500 miliardi, è chiaro quanto la previsione di Wood sia nefasta. E ben più cupa anche rispetto alle ultime stime del Fondo Monetario Internazionale, che indicano una perdita a livello globale di 945 miliardi di dollari.
«Non c'è modo di fermare questo processo inevitabile - scrive l'analista -. È la conseguenza di comportamenti che a Wall Street sono stati considerati normali negli ultimi anni. I mercati stanno dicendo che il credit crunch inevitabilmente si rifletterà in modo negativo sulla capacità di crescita dell'economia reale». «Stiamo assistendo ad un sell-off - gli fanno eco all'agenzia Nomura Holding -. Gli investitori e le istituzioni finanziarie vendono titoli per drenare liquidità dagli asset più liquidi».