Da cosa dipende la felicità? La ricerca del Censis - 27/06/2009
«Tutte le ricerche economiche e sociologiche, anche quelle d'impronta tradizionale, concordano nel dire che l'equazione “più reddito = più felicità” non è vera». Carla Collicelli, sociologa e vicepresidente del Censis, interviene...
«Tutte le ricerche economiche e sociologiche, anche
quelle d'impronta tradizionale, concordano nel dire che l'equazione “più
reddito = più felicità” non è vera». Carla Collicelli, sociologa e
vicepresidente del Censis, interviene sul tema della qualità di vita al forum
dell'informazione cattolica di Pistoia (www.greencanal.eu) organizzato da
Greenaccord. Dagli studi emerge infatti che il livello di felicità non è
direttamente dipendente dal livello di reddito e guadagna spazio invece la
necessità di adottare una visione più complessa e multidimensionale della
qualità di vita. Certo, un grado soddisfacente di entrate economiche resta
condizione minima per essere sereni, ma sono anche molti altri i fattori capaci
di incidere sulla qualità personale dell'esistenza: il tempo per le relazioni
familiari, uno stile di vita sobrio, la rete dei rapporti sociali, la sicurezza
del territorio circostante, e anche lo sviluppo di una sensibilità ecologica
rientrano nel ventaglio delle voci determinanti. E così il focus si sposta
sulla ricchezza relazionale e la valutazione che, dove c'è maturità
sociale, «la
povertà che crea più disagio non è materiale ma relazionale». A
partire da qui l'indicazione per una ricetta della felicità, attraverso
l'investimento su famiglia e reti sociali, programmi di mutuo-aiuto, sistemi di
solidarietà di quartiere e di welfare locali.