Nel Dossier
Prima e dopo la crisi
Una corsa senza freni
Vent’anni di guadagni sfrenati per le multinazionali dell’industria. La crisi le ha scalfite appena. Per le banche invece bruciati 1,3 miliardi, ma i governi glieli hanno restituiti. E non è cambiato nulla.
Le più grandi multinazionali del mondo nell’ultimo ventennio hanno visto raddoppiare gli utili e triplicare i dividendi. Primo della classe: il comparto energetico. Allo scoppio della crisi, nel 2008, gli azionisti hanno incassato l’8% in più dell’anno prima. Per questo la crisi, in realtà, è solo una pagliuzza.
Reportage fotografico: La polveriera Atene.
Immagini da una calda estate greca. Sotto il sole a picco, accanto alle spiagge affollate di turisti, ci sono città dove le attività economiche chiudono travolte dalla crisi, camionisti in sciopero contro i tagli del governo, ondate di immigrati clandestini. «Una polveriera - la definisce un tassista -. Basta una scintilla perché tutto esploda».
Auto in panne: AAA cercasi una guida
Il comparto avrebbe un eccesso di capacità produttiva del 35%. Serve una ristrutturazione, la cui guida dovrebbe essere presa dalla Commissione europea.
Banche: una corsa sfrenata sulle ali della speculazione
Negli ultimi 10 anni i primi 62 gruppi bancari hanno incassato 1.200 miliardi di utili e distribuito 692 miliardi di dividendi: 54,7 miliardi nel 2008. Nonostante la crisi.
Palla avvelenata: le banche scaricano costi e rischi sui clienti
Tra i metodi tipici figurano il trasferimento di denaro all’estero e la cartolarizzazione, che nel 2008 ha raggiunto un record: 75,9 miliardi di euro. Mentre Bankitalia rileva un forte aumento di sanzioni alle banche nel 2009: da 58 a 113.
Gli aiuti alla finanza non aiutano le imprese
Intervista a Claudio Cacciamani: «Le banche continuano con il trading come prima della crisi. E alle imprese meno credito».
Sempre più disparità: causa/effetto della crisi
Secondo Luciano Gallino: «La finanza esce magnificamente dalla crisi. L’industria ha sofferto, ma è in ripresa grazie a tagli occupazionali e delocalizzazioni. Diverse aziende ne hanno approfittato per ringiovanire il personale».
Nella sezione Finanza Etica
2010: l’anno d’oro degli azionisti attivi
Record di mozioni su una serie di temi caldi: pari opportunità, remunerazioni dei manager, climate change, derivati. Nel 2010 oltre mille imprese sono state “messe all’angolo” dagli azionisti responsabili.
Il pianeta all’esame della crisi
I governi di tutto il mondo, a due anni dallo scoppio della crisi finanziaria globale, sono riusciti a dare solamente risposte nazionali. Il risultato è un caos di provvedimenti, e a poco sono valsi i tentativi di coordinamento degli organismi internazionali. Ecco la mappa dei principali interventi effettuati nel mondo: Usa, Ue, Germania, Spagna, Grecia, Irlanda, Francia, Gran Bretagna, Italia, Cina, Giappone, Corea del Sud, Canada e Brasile.
G20 a Toronto: andata e ritorno con le stesse idee
Sono passati 3 mesi, ma è il caso di ricordare che cos’è avvenuto al G20 di Toronto di giugno: nulla di concreto. Lo racconta il nostro inviato in Canada, Andrea Baranes.
Il microcredito vola in Italia. E oggi ha un posto nella legge
Un’indagine dello European Microfinance Network: nell’Ue il settore è in stallo. In Italia, invece, i microprestiti sono quintuplicati in due anni. E per la prima volta la microfinanza entra nel Testo unico bancario.
Terre des Liens. Investire nella terra
La storia della Fondiaria Terre de Liens e della Fondazione Terre de Liens: un modo per mettere la finanza al servizio della terra e dell'agricoltura contadina. Con 11 milioni di euro di capitale sociale, 50 aziende agricole, 2.000 ettari (in affitto) coltivati quasi sempre con metodo bio.
Strumenti per una società più equa
Un progetto di successo. Sjoerd Wartena, il fondatore di Terre des Liens racconta le origini, le motivazioni, le aspirazioni dell’iniziativa che unisce città e campagna e che punta anche sui giovani.
Nella sezione Economia Solidale
Un altro passo oltre il Pil: anche il Cnel lo mette in discussione
È giunto il momento di rivedere l’indicatore della ricchezza, anche a causa della crisi.Non è indicato per misurare il benessere. Un recente rapporto del Consiglio dell’Economia e del Lavoro ne propone una revisione. Valori ha intervistato Stefano Zamagni, ideatore delle Giornate di Bertinoro, e l’economista Luigino Bruni.
Fotografarla è un’impresa
Difficile definirla, ma l’interesse per l’impresa sociale cresce e le sue forme si moltiplicano. Tra un approccio personalistico “stile Usa” e uno più partecipativo, sul modello delle cooperative, l’Europa predilige il secondo. Le situazioni in Italia, Europa e Stati Uniti.
L'innovazione nella collaborazione
La collaborazione come destino. È sintetizzabile in questi termini il complesso delle relazioni tra imprese sociali e attori pubblici e privati. Ma si tratta di una formula sbrigativa, che merita un'analisi non superficiale.
Filantropia e crisi Usa: il non profit cerca risorse
Le donazioni negli Stati Uniti crollano e il Terzo Settore si ricorda dell’impresa sociale per sopravvivere. «Ma c’è chi non disdegna l’elusione fiscale», denuncia Dennis Young, docente di Amministrazione pubblica alla Stanford University.
Servizi pubblici, se sei virtuoso ti tirano le pietre
Italia, terra di paradossi: in Campania, il Comune di Camigliano è stato sciolto perché ha raggiunto, da solo, il 65% di raccolta differenziata. E il nuovo decreto Ronchi mette a rischio decine di eccellenze nella gestione della cosa pubblica.