Il sistema finanziario degli Stati Uniti rimane
fragile e le banche, soprattutto le più piccole, saranno ancora soggette a
forti stress. Per questo potrebbero essere necessari nuovi capitali per
complessivi 76 miliardi di dollari. A lanciare l’allarme è stato questa mattina
il Fondo monetario internazionale, in un ampio rapporto presentato oggi sulle
condizioni economiche del Paese.
A pesare sugli istituti di credito americano sono
soprattutto i prezzi delle case, i prestiti nel real-estate commerciale e la
scarsa crescita economica: fattori che potenzialmente sono in grado di causare
nuovi shock e esporre le banche a nuove perdite. Nello scenario meno duro preso
in considerazione dall’analisi del Fmi, in particolare, si spiega che le
piccole banche regionali e le divisioni locali di gruppi stranieri potrebbero
avere bisogno di 40,5 miliardi di nuovi capitali per centrare un Tier-1 capital
ratio del 6% di qui al 2014. Nel caso invece in cui le condizioni economiche
del Paese peggiorassero ulteriormente, potrebbero essere necessari 76,3
miliardi.
Inoltre i tecnici del Fmi hanno rinnovato il loro
invito al presidente Barack Obama in merito ai cambiamenti da apportare alle
due agenzie Fannie Mae e Freddie Mac, che continuano a versare in condizioni di
grave difficoltà.