Uno
degli istituti di credito che è stato sottoposto agli stress-test, con
risultato negativo, da parte delle autorità europee, ha deciso di contestare
apertamente le procedure utilizzate e le conclusioni raggiunte. Si tratta di
una cassa di risparmio spagnola, la Unnim (raggruppamento che comprende Caixa
Sabadell, Terrassa e Manllue), che ha dichiarato attraverso un comunicato reso
pubblico ieri di ritenere “sufficiente” la propria solvibilità. I dirigenti
dell’istituto iberico hanno spiegato infatti che, a loro avviso, “i test non
riflettono le previsioni sull’evoluzione dell’attività economica e finanziaria”.
In sostanza, secondo i manager della cassa di risparmio, alcuni scenari
ipotizzati dall’Ue per valutare la tenuta delle banche europee sono troppo duri.
E soprattutto troppo remoti: “La probabilità che possano verificarsi è
inferiore allo 0,5%”.
Secondo Unnim, inoltre, gli
“esami” effettuati non tengono conto delle sinergie su cui oggi essa può
contare - dopo aver riunito sotto un’unica sigla tre casse di risparmio - che
sarebbero valutate in 450 milioni di euro. Per le autorità europee, invece, il
gruppo ha bisogno di nuovi capitali per 270 milioni di euro, nel caso si
dovesse trovare ad affrontare il peggiore scenario ipotizzato. Un dato che ad
esempio non considererebbe – prosegue il comunicato - il denaro che la nuova
cassa di risparmio si vedrà garantito attraverso la locazione e la vendita di
parte del proprio patrimonio immobiliare. Unnim ha inoltre lanciato un piano di
ristrutturazione che terminerà nel 2013, e che secondo i dirigenti del gruppo
contribuirà ancor di più a garantirne la stabilità.