Numerose compagnie di servizi finanziari stanno aprendo uffici o incrementando i propri staff in Polonia. L’obiettivo è quello di aumentare i business effettuati nel Paese, sfruttando la grande quantità di privatizzazioni e di fusioni che stanno caratterizzandone il mercato.
Il Tesoro di Varsavia ha avviato infatti una vasta serie di cessioni di asset fino ad ora in mano allo Stato, che dovrebbero portare nelle casse pubbliche 8,9 miliardi di dollari nel corso del 2010. Tra queste, in particolare, spiccano la vendita di una partecipazione del 10% in Polska Grupa Energetyczna SA, colosso nazionale dell’energia, così come della concorrente Tauron SA e di Powszechny Zaklad Ubezpieczen SA, la più grande compagnia d’assicurazioni dell’Europa dell’Est.
«Considerando la crescita di molti gruppi polacchi negli ultimi 20 anni, nel Paese c’è la possibilità concreta di centrare obiettivi di alta qualità», ha spiegato al Wall Street Journal Michal Chalaczkiewicz, dirigente di Monagu, società di private-equity europea che ha aperto un ufficio nella capitale della Polonia lo scorso mese. Una mossa, quella di stabilire una presenza nel Paese, già effettuata, ad esempio, dal colosso bancario elvetico Credit Suisse, che ha raddoppiato il suo personale presente a Cracovia. «L’interesse di queste grandi realtà della finanza globale confermano che la Polonia è considerata il più importante mercato dell’Europa dell’Est», ha commentato Marek Gul, responsabile dell’area centro-orientale del Vecchio Continente per la banca svizzera.
Altre grandi banche, tra cui Barclays e JPMorgan Chase stanno inviando piccoli team di dipendenti a Varsavia, secondo fonti anonime vicine agli istituti di credito.