I regolatori inglesi non abbassano la guardia. Nonostante le banche del Regno Unito abbiano fornito segnali che lasciano supporre che il momento peggiore della crisi possa essere considerato superato, la Financial Services Authority ha annunciato ieri un inasprimento degli stress test a cui sono sottoposti gli istituiti di credito.
In particolare, sarà verificato l’impatto sul sistema bancario di una eventuale caduta più netta del prodotto interno lordo e di un impennata del tasso di disoccupazione. In particolare, i test assumeranno infatti un pil a -8,1%, rispetto al -6,9% che aveva caratterizzato le “prove” effettuate nel corso del 2009. La percentuale di senza lavoro, inoltre, sarà fissata al 13,3%, in un periodo ipotetico di cinque anni: uno 0,8% in più rispetto al 12,5% utilizzato lo scorso anno. Secondo il presidente della FSA, Adair Turner, i test non dovrebbero implicare comunque un nuovo innalzamento degli accantonamenti “prudenziali” di capitali da parte delle banche.
Le simulazioni vogliono dunque verificare la tenuta del sistema di fronte ad una possibile seconda ondata di crisi, da qui al 2014, spiega ancora la FSA, e sono basate sui dati ufficiali resi pubblici dalla banca centrale inglese: «Uno scenario severo ma plausibile di stress macroeconomico», hanno spiegato dall’agenzia britannica.
Per ora - riferisce il Wall Street Journal - i portavoce di Royal Bank of Scotland, Barclays, Lloyds e HSBC Holdings hanno preferito non commentare la notizia.