Dopo una crisi finanziaria senza precedenti, dalla quale per altro sono uscite meglio di molte concorrenti globali, le banche francesi sono ora impegnate a rifarsi il trucco. E per questo hanno lanciato una campagna di comunicazione definita dall’agenzia France-Presse “di rottura”, che punta a porre l’accento su aspetti pedagogici, al fine di restituire lustro alle proprie immagini.
«I profitti della vostra banca garantiscono i suoi capitali oggi, e i vostri crediti domani», scandisce BNP Paribas in una campagna pubblicitaria diffusa la settimana scorsa dopo l’annuncio di un ritorno ai profitti. «L’85% dei nostri business resta sul territorio, per accompagnare lo sviluppo economico, sociale e ambientale della vostra regione», afferma Crédit Agricole. E proprio la pubblicazione dei risultati annuali, a metà febbraio - che ha confermato il ritorno a livelli simili a quelli pre-crisi per molte banche francesi - ha convinto i board a decidere di battere il ferro finché è caldo. «È necessario riabilitare il profilo degli istituti di credito - ha spiegato Stéphane Fouks, presidente dell’agenzia Euro RSCG Worldwide, che ha curato la campagna di BNP Paribas -. L’obiettivo principale è di rendere meno misterioso il ruolo delle banche e mettere in luce a cosa esse servono».
Alimentato dalle notizie sulle speculazioni nei mercati finanziari, il dibattito su quale sia il “mestiere” degli istituti di credito è infatti di grande attualità in Francia, nonostante a differenza di Gran Bretagna, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Usa, nessuna banca sia fallita sul suo territorio. La difficoltà è di non dare l’impressione di giustificarsi, bensì di spiegarsi, insomma. Ma basterà una campagna pubblicitaria per ristabilire la fiducia persa?