Il primo ministro greco, George Papandreou, insisterà con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama affinché Washington appoggi lo sforzo dei Paesi europei nel «combattere gli speculatori senza scrupoli». Questi ultimi, secondo il capo del governo di Atene, sono infatti colpevoli di aver reso inquieti i mercati e di aver creato il rischio di una recrudescenza della crisi. «L’Europa e l’America devono imporsi su chi cerca dai propri investimenti solo un ritorno immediato, senza curarsi delle conseguenze che tali business hanno sul sistema economico nel suo complesso», ha sottolineato Papandreou.
Nella sua prima visita negli Stati Uniti da quando è stato eletto, nello scorso ottobre, il premier greco incontrerà oggi sia Obama che il segretario al Tesoro Timothy Geithner. E lo farà con queste premesse: «Se in Europa assisteremo ad una sorta di metastasi della recessione, ciò provocherà una crisi del tutto simile, nelle conseguenze, a quella originata due anni fa negli Usa». Il coinvolgimento della Casa Bianca, dunque, è una necessità assoluta secondo Atene.
Francia e Germania, nei mesi scorsi, hanno a più riprese sottolineato il ruolo degli speculatori nella crisi della Grecia, anche se va registrato come ieri l’autorità regolatrice tedesca, la BaFin, sia andata controcorrente, specificando di non aver riscontrato prove certe di come il mercato dei credit-default swap siano stati usati per “scommettere” contro il debito greco.