Il Cancelliere allo Scacchiere inglese, Alistair Darling, ha ammesso ieri che l’Islanda avrà bisogno di «molti, molti anni» prima di riuscire a ripagare i propri debiti con la Gran Bretagna e i Paesi Bassi. Si tratta, ovviamente, dei capitali legati al collasso della banca online Icesave, il cui crack risale al 2008.
Parlando ad una trasmissione politica della BBC, il membro del governo di Londra ha spiegato quale sia stato l’approccio delle autorità inglesi al tavolo della trattativa con Reykjavik: «Non si può andare da un Paese come l’Islanda, la cui popolazione è pari a quella della città di Wolverhampton e chiedergli di restituire il debito immediatamente. Per questo abbiamo cercato di essere ragionevoli: il punto fondamentale per noi è ottenere i capitali che ci spettano, ma sui termini e le condizioni siamo preparati ad essere flessibili».
I commenti di Darling arrivano dopo i risultati della consultazione referendaria che ha coinvolto i cittadini islandesi, chiamati a giudicare sull’ipotesi di accordo con i due Paesi europei. Il risultato, piuttosto scontato anche alla vigilia, è stato di netta condanna: i no hanno vinto con il 93%. La conseguenza - riferisce il quotidiano Guardian - sarà ora quello di mettere ancora più a rischio il recupero economico della martoriata economia dell’isola, oltreché di ritardare un eventuale ingresso nell’Eurozona. I prestiti del Fondo monetario internazionale, inoltre, diventano ora a rischio, dal momento che erano subordinati proprio all’accordo sul ripagamento dei debiti internazionali.