Un ex dirigente della Intel ha ammesso ieri di aver passato informazioni riservate sulla propria compagnia al manager Raj Rajaratnam, fondatore dell’hedge fund Galleon Group, attualmente agli arresti. Il dipendente del colosso informatico, Rajiv Goel, era impiegato presso la tesoreria, e assisteva anche la Intel Capital, braccio finanziario delle compagnia.
Secondo i documenti redatti dal procuratore di Manhattan, l’uomo perpetrò le pratiche di insider trading a lungo: dal 2007 al 2009. Posto alle strette, l’ex dirigente ha confessato, spiegando ad esempio che nell’aprile del 2007 - molti giorni prima che Intel annunciasse i suoi risultati trimestrali - fornì informazioni sui profitti registrati dal gruppo a Rajaratnam. Quest’ultimo, così, ebbe modo di cancellare una short position su Intel da 23,5 milioni di dollari, mentre al contempo acquistava 36 milioni in azioni ordinarie della compagnia. Allo stesso modo, nel 2008, Galleon Group seppe in anticipo della scelta di Intel di investire in una joint venture con Clearwire.
Geol, che ha dichiarato di voler cooperare con gli inquirenti al fine di ricostruire la vicenda, non è il primo “pentito” del caso Galleon. Lo scorso mese, un ex consulente di McKinsey, Anil Kimar, ammise allo stesso modo di aver passato informazioni riservate a Rajaratnam.