La
Banca centrale europea lascerà i tassi d'interessi ai minimi storici
per almeno un altro anno, e probabilmente fino alla fine del 2010. E
incrementerà l'utilizzo di "strumenti non convenzionali" nel tentativo
di far fronte alla peggiore recessione che i Paesi che adottano la
moneta unica stanno attraversando dai tempi della seconda guerra
mondiale. La previsione è riportata dall'agenzia Bloomberg, che un
sondaggio effettuato tra 60 economisti.
I
dirigenti della Bce, riuniti oggi a Lussemburgo, manterranno dunque i
tassi al livello record dell'1%, secondo gli esperti intervistati, dopo
aver adottato misure straordinarie - la scorsa settimana - per cercare
di risollevare le sorti del sistema bancario dell'Eurozona, prestando
442 miliardi di euro agli istituti di credito per i prossimi 12 mesi al
fine di ripristinare i normali flussi creditizi a favore di imprese e
consumatori. «La banca centrale è estremamente preoccupata per la
situazione del credito in Europa - ha spiegato Guillaume Menuet,
economista di Bank of America a Londra -, e qualora non dovessero
giungere segnali di miglioramento entro ottobre è probabile che si
possa ricominciare a parlare di acquisizioni di asset».
Nonostante
ciò, per ora a Bruxelles si continua ad essere scettici sulla
possibilità di seguire gli esempi di Federal Reserve, Bank of Japan e
Bank of England, abbassando ulteriormente i tassi a livelli prossimi
allo zero, e procedendo a imponenti acquisti di obbligazioni
governative e corporate.