Gli investimenti socialmente responsabili (ISR) hanno raggiunto in Francia, nel 2009, i 50,7 miliardi di euro. A riferirlo è uno studio effettuato dal centro di ricerca Novethic e pubblicato questa mattina, che ha sottolineato come tale dato risulti in crescita record rispetto all’anno precedente: +70%.
In particolare, gli oltre 50 miliardi di euro si riferiscono ad investimenti in azioni e obbligazioni conformi ad una serie di criteri sociali, ambientali e di governance (in particolare, su quest’ultimo punto, si è fatto riferimento alla trasparenza sule remunerazioni e sulle decisioni prese dai board delle aziende interessate).
Gli ISR, dunque, non solo hanno resistito molto bene alla crisi finanziaria globale, ma hanno anche centrato un progresso significativo anche nella composizione dei loro business, dal momento che sono stati soprattutto i privati (più che gli investitori istituzionali) a spingere il segmento.
Due giorni fa, inoltre, sono stati forniti dal centro studi di Bnl una serie di dati sui fondi socialmente responsabili (fondi comuni di investimento che investono il proprio patrimonio in imprese, settori o aree geografiche selezionati sulla base di criteri etici). A giugno del 2009 in Europa il loro numero risulta cresciuto del 27% rispetto all’anno precedente, passando da 537 a 683 (di questi, in Italia, ne sono presenti ventisette), con un patrimonio gestito che ammonta a 43 miliardi di euro. Complessivamente, i fondi in questione costituiscono a livello europeo l’1,1% dei fondi di investimento totali.