L’Iran emetterà il prossimo 6 marzo buoni del Tesoro per un miliardi di euro sul mercato internazionale. L’obiettivo è di finanziare una serie di progetti legati allo sviluppo della produzione di gas. Ad annunciarlo è stato, nel corso del weekend, il ministro dell’economia di Teheran, Shamseddine Hosseini, riferisce l’Agence France-Presse. «I titoli - ha spiegato il membro del governo iraniano - serviranno per garantire la liquidità necessaria per procedere alle fasi 15, 16, 17 e 18 dello sviluppo dei siti di produzione di gas presenti a South Pars», località situata sul Golfo Persico, «e saranno lanciati attraverso l’intermediazione della banca Mellat». La durata prevista è triennale, ad un tasso d’interesse pari all’8% alla fine del periodo, mentre i titoli saranno garantiti dalla compagnia petrolifera nazionale (NIOC).
L’annuncio arriva mentre l’istituto di credito Mellat, come la maggior parte del sistema bancario iraniano, è sottoposto a sanzioni internazionali (in particolare provenienti da Stati Uniti ed Europa), a causa della controversa vicenda legata allo sviluppo del programma nucleare perseguito dal governo guidato da Mahmud Ahmadinejad. Di fatto, si tratta di un embargo finanziario, che sta producendo notevoli difficoltà al Paese nel tentativo di finanziare anche progetti non legati all’atomo. Le stesse compagnie petrolifere occidentali, infatti, hanno cessato ormai di investire nel Paese.
«Se non ci si muoverà in tempo, si creeranno gravi danni all’economia del Paese», aveva ammonito pochi giorni fa il numero uno della NIOC, Seifollah Jashnsaz. Secondo gli esperti, a Teheran servono almeno 30-40 miliardi di dollari all’anno per gestire i progetti legati all’estrazione di petrolio e gas. In particolare di quest’ultimo il territorio iraniano è estremamente ricco, tanto da essere secondo solo alla Russia in termini di quantità disponibile.