La marea nera lasciata da British Petroleum sulle coste della Louisiana non è sfuggita al Parlamento londinese. È infatti tutta colpa del disastro ecologico in corso negli Usa se un gruppo trasversale di deputati ha invitato i colleghi parlamentari a far sentire la propria voce affinché i fondi pensione garantiti dallo stato britannico facciano di più per considerare i temi del rischio ambientale nei loro investimenti. Zac Goldsmith (conservatore), Martin Horwood (liberal democratico) e Caroline Lucas (Verdi) hanno presentato una Early day motion – una mozione di discussione aperta al commento dai parlamentari - che chiede al governo di realizzare una relazione pubblica e dettagliata sui fondi pensione e sulle loro politiche e pratiche in materia di rischi ambientali, sociali e di governance (ESG). La mozione afferma infatti che l'incertezza sul prezzo delle azioni di BP e sulla distribuzione del dividendo trimestrale a seguito del disastro Deepwater colpirà i risparmiatori di pensione ordinaria. E – ancora più significativo – la mozione sottolinea che: «Questo incidente dimostra chiaramente che i rischi ambientali sono anche rischi finanziari. (…) I fondi pensione dovrebbero fare di più per integrare la valutazione del rischio ambientale nelle loro pratiche di investimento».
Una bella gatta da pelare per BP a fronte anche dell’ulteriore richiesta di approfondimenti sulle responsabilità dei fondi pensione del Regno Unito sul tema dei rischi ESG e sulla gestione del problema da parte del neonato governo Cameron promossa dalla Camera dei Lord.