UBS Global Asset Management ha approvato una nuova politica di esclusione negli investimenti dei fondi gestiti in Svizzera e Lussemburgo. Sono state infatti messe al bando circa cinquanta compagnie collegate alla produzione di mine antiuomo e cluster-bombs (note anche come “bombe a grappolo”), che saranno individuate con il supporto di Ethix SRI Advisors.
La società di gestione di fondi si è così allineata a quanto disposto dalla Convenzione sulle Cluster Munitions (che entrerà in vigore a livello internazionale il prossimo 1 agosto) e dalla Convenzione sulle mine antiuomo delle Nazioni Unite. Nello scorso mese di marzo, il parlamento svizzero era arrivato ad un passo dal mettere al bando gli investimenti in aziende produttrici di tali armamenti da parte di tutti i fondi pensione del Paese alpino. Ma nonostante l’approvazione da parte dell’Assemblea la legge non è stata ancora promulgata. Ciò sebbene non sia mancata la pressione di numerosi gruppi di attivisti, come l’IKV Pax Christi-Netwerk Vlaanderen e la Cluster Munitions Coalition.
La nuova politica del colosso bancario elvetico - riferisce il sito Responsible-Investor.com - è entrata in vigore lo scorso 28 aprile ma, va sottolineato, non si applicherà ai fondi gestiti da UBS Global Asset Management ma che non sono domiciliati in Svizzera e Lussemburgo.