GB, le banche hanno rifiutato il 57% dei prestiti alle imprese - 16/02/2010
Le banche inglesi non hanno fornito adeguato supporto alle imprese. A denunciarlo, stavolta dati alla mano, è un’indagine svolta dall’Institute of Directors, un gruppo di lobbying dei lavoratori, che ha dimostrato come gli istituti di credito abbiano rige
Le banche
inglesi non hanno fornito adeguato supporto alle imprese. A denunciarlo,
stavolta dati alla mano, è un’indagine svolta dall’Institute of Directors, un
gruppo di lobbying dei lavoratori, che ha dimostrato come gli istituti di
credito abbiano rigettato il 57% delle richieste di prestiti provenienti dalle
compagnie britanniche nel corso del 2009.
I risultato
dello studio, che sono stati sottoposti anche all’attenzione del governo di
Londra, contraddicono dunque le posizioni assunte dalle banche, secondo le
quali la maggior parte delle linee di credito richieste sarebbero state
concesse. Si tratta - riferisce il portavoce Alistair Tebbit - della prima
volta che l’istituto raccoglie dati del genere, ma Royal Bank of Scotland e
Lloyds Banking Group, le due principali banche del Paese, erano già finite nel
mirino dei legislatori britannici, che in un rapporto della scorsa settimana
hanno spiegato come esse non siano riuscite a garantire il supporto necessario
alla ripresa economica. «Gli istituti di credito nazionalizzati o
semi-nazionalizzati devono a noi la loro esistenza, e per questo devono fare la
loro parte nel concedere i prestiti di cui ha bisogno il Paese», aveva
osservato il liberal-democratico Vince Cable.
Il risultato
del credit crunch è stato - prosegue lo studio dell’Institute of Directors, che
ha coinvolto 1.045 compagnie - che alcune aziende si sono viste costrette a
ricorrere a prestiti non sicuri. Circa il 20% ha dovuto infatti accontentarsi
delle carte di credito per raccogliere capitali, mentre chi si è potuto
rivolgere alle banche è stato solo il 28% (contro il 45% del 2001).
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