Roger Urwin - dirigente di Tower Watson, società di consulenza globale con sede a New York - ha spiegato che l’utilizzo più sistematico dei criteri di sostenibilità da parte degli investitori istituzionali potrebbe consentire di risparmiare oltre 100 punti base all’anno nei costi dei business. In particolare, a garantire meno spese potrebbero essere i criteri legati ai ritorni di lungo termine.
Parlando ad un seminario sulla corporate governance organizzato dall’Associazione nazionale dei fondi pensione inglesi (NAPF), il manager ha spiegato infatti che un miglioramento della gestione dei rischi potrebbe provocare ricadute virtuose, che si tradurrebbero in notevoli risparmi. Quello da lui descritto è un approccio basato sulla «strategia della sostenibilità integrata», che non solo punti al ritorno economico ma che consideri anche le eventuali ricadute ambientali e sociali degli investimenti.
Secondo Urwin, infatti, utilizzare criteri basati sulla CSR potrebbe garantire una sorta di assicurazione sugli impatti che il cambiamento climatico potrebbe avere sugli investimenti istituzionali. Per questo, ha concluso, il punto di vista su «ciò che è considerato sicuro» si sta modificando, e ciò costituisce un «capitale politico» per i governi che stanno combattendo la crisi finanziaria globale: «Un nuovo “capitalismo fiduciario” potrebbe costituire una base sostenibile per il futuro».
La strada, però, è ancora lunga: «Per ogni cinque fondi pensione con cui parlo, quattro si dicono non interessati a questo approccio negli investimenti», ha denunciato Urwin, che attribuisce alla mancanza di “misurabilità” di alcuni elementi di sostenibilità la ragione di tale ritrosia.