Il congresso americano lancerà una seconda offensiva contro l'industria dei derivati dopo aver rinunciato, nove anni fa, ad una regolamentazione del settore, che "vale" sui mercati di tutto il mondo la cifra stratosferica di 592 mila miliardi di dollari. Basandosi sulle proposte di nuove regole messe sul tavolo dall'amministrazione guidata da Barack Obama, presentate la scorsa settimana, il presidente della Commissione bancaria del Senato Christopher Dodd convocherà oggi un'audizione specifica. L'obiettivo è chiarire quale sia il modo migliore per regolamentare un settore che è cresciuto di sette volte dal 2000 ad oggi, e di evitare rischi troppo elevati per il sistema bancario americano.
I legislatori statunitensi prenderanno in esame, infatti, alcune tra le principali novità proposte, tra cui quelle di imporre a tutti gli strumenti finanziari derivati di essere scambiati su mercati monitorati e di mettere al bando alcune particolari tipologie di contratti particolarmente rischiose. D'altra parte, lo stesso colosso assicurativo American International Group ha patito perdite per miliardi di dollari, di cui una parte non indifferente è attribuibile ai credit defalut swap (CDS). Questi ultimi, creati inizialmente come uno strumento utile per le banche per minimizzare i rischi sui prestiti, sono diventati in breve un (popolare) veicolo per gli hedge funds, i fondi speculativi ad alto rischio, le compagnie assicurative e altri gestori che hanno speculato sulla qualità del debito delle aziende.
Va sottolineato, tuttavia, che nel piano di Obama, per ora, non è stato specificato quanto del mercato OTC (over the counter) sarà regolamentato. Né quali criteri saranno introdotti per giudicare un contratto "in regola".