I Principi di Investimento Responsabile delle Nazioni Unite possono contare ora sull’appoggio di oltre 800 firmatari. Secondo le ultime notizie riportate sul sito internet della stessa UNIPRI, il numero ha raggiunto quota 803: tra questi figurano 208 proprietari di asset, 440 gestori di investimenti e 155 providers di servizi. «Superare le otto centinaia, il che equivale in termini di valore degli asset in questione ad oltre 20 mila miliardi di dollari, dopo soli quattro anni dal lancio dei Principi costituisce un enorme risultato», ha spiegato il direttore dell’agenzia dell’Onu, James Gifford, al sito Responsible-Investor.com.
I Principi, lanciati nel 2006 dall’allora segretario generale dell’Onu Kofi Annan, sono ormai considerati da molti attori dell’industria finanziaria come un valore aggiunto. Così come altre iniziative come il Carbon Disclosure Project, che sta crescendo notevolmente. Ma - prosegue Gifford - «non ci facciamo illusioni circa la strada che ancora c’è da percorrere affinché tali buone pratiche divengano il modus operandi in tutti i principali mercati nel mondo».
Tra le ultime adesioni figurano quelle di KEY Associados (società di consulenza sulla sostenibilità di San Paolo, in Brasile), di AAG INvestment Management Pty (azienda di agrobusiness di Melbourne, in Australia), delle americane Cartesian Capital Group, Quotient Investors e Praesidian Capital, dell’inglese Citola Capital Partners (specializzata in ecosistemi ed energie rinnovabili) e della società di private equity sudafricana Vantage Capital.