Mensile Valori n. 102 - Editoriale

Dibattito acceso: l'editoriale al dossier che ha aperto la discussione

Il dossier di settembre di Valori dedicato alla decrescita ha scatenato una valanga di commenti e reazioni. Ben vengano! Il confronto è sempre positivo. Per questo Valori lancia un dibattito on line con i lettori. Pubblichiamo qui l'editoriale del numero, il resto degli articoli li trovate sulla rivista... Attendiamo i vostri commenti. La decrescita non ha mai fatto tanto rumore... 3 Settembre 2012
9.    Scritto da: chiara cavallaro 1/12/2012
Vi ho gia' scritto i mio commento, subito dopo la vostra pubblicazione. Due difetti aveva di sicuro: non era contenibile in 500 caratteri (ma nepure in migliaia) ed io non sono un nome famoso. Quindi non entrera' mai nel vostro dibattito... per altro, nessuno mi ha mai neppure risposto.
8.    Scritto da: Luca Salvi 4/10/2012
Mi fa piacere che, nell’editoriale di ottobre, si riconosca un “ruolo importantissimo al pensiero della decrescita come pungolo al dibattito”. Il pensiero della decrescita non ha solo una "pars destruens" ma anche una "pars costruens", che si può riassumere nel seguente appello: http://decrescitafelice.it/2012/05/spostare-la-priorita-dalla-crescita-del-pil-alla-crescita-delloccupazione-in-lavori-utili-una-proposta-concreta/
Sarebbe bello vederlo pubblicato sul prossimo numero di Valori.
7.    Scritto da: Luca Salvi 16/09/2012
Ringrazio Marco Sangati per il suo bellissimo ed efficacissimo intervento. In quattro frasi ha detto quattro cose molto giuste e intelligenti. Un capolavoro di lucidità e di sintesi! Ne approfitto per segnalare ai lettori di Valori che anche sul sito www.finansol.it è in corso un altrettanto appassionato e interessante dibattito sulla decrescita, che davvero, e finalmente, non ha mai fatto tanto rumore!
6.    Scritto da: Marco Sangati 12/09/2012
Penso che il movimento della descrescita è uno di quelli da cui possano venire le migliori idee per un futuro migliore. Negli anni 60 a livello culturale Illich er uno dei pochi che criticava i programmi di sviluppo nel terzo mondo... guardando a posteriori le cose non si può non dargli ragione. L'editoriale è troppo di parte e il dossier si concentra troppo sui limiti del movimento. Secondo me sarebbe stato meglio sottolinearne le potenzialità: anche la finanza etica è partita come sogno...
5.    Scritto da: ANTONIO MORREALE 12/09/2012
Il GIT di Verona ha posizioni diverse sulla DECRESCITA, ma ha una posizione unanime sul dossier pubblicato da Valori: ci imbarazza tutti. Noi nella pratica di tutti i giorni, nelle esperienze dei gas, nelle iniziative di solidarietà non troviamo motivi di conflitto tra Decrescita e Banca Etica. E poi non è detto che dove c'è molta pratica ci sia poca teoria: il GAS è pratica di condivisione per soggetti che possono partire benissimo da “teorie differenti”. Condividiamo con Becchetti che “i suggerimenti di policy della decrescita sono in larghissima parte convergenti con i principi cui si ispira la selezione dei progetti della banca”: mettere al centro dell'economia la persona, considerare il denaro un mezzo e non un fine, evitare la mercificazione delle persone e delle cose, cercare prima la vita e poi il profitto, costruire meno merci e più beni, meno Io e più Noi. Gran parte del dossier tradisce subito una lettura di parte sulla decrescita: le argomentazioni spesso si appoggiano su autori che, fuori dalla loro nicchia, non hanno una grande autorevolezza. La stessa critica alla decrescita poteva far riferimento ad altre fonti, più autorevoli. I fautori della decrescita non hanno avuto spazi decenti di parola, ma solo citazioni chiuse da presunte confutazioni, con eccezione dell'articolo di Fontana. Da VALORI, rivista da tutti noi considerata seria, non ci aspettavamo le bordate offensive anche nei titoli: "Prozac sociale, medioevo, molto di destra”. Un articolo parla di ideologia compensativa scoprendo perfino una convergenza tra decrescita e massoneria nel saggio di un "tale" lontanissimo, per prassi e ideologia, dalla tematica in oggetto. La redazione aveva 10 pagine a disposizione sulla DECRESCITA. Poteva fare informazione esauriente, mettendo a confronto vari punti di vista. Un tema del genere andava affrontato a più voci dando uguale risalto alle varie opinioni, informate e costruttive. Non ne facciamo una tragedia, ma ci aspettiamo un ritorno di Valori sull'argomento in maniera più obbiettiva, rispettosa e completa. Ci sarà presto una Conferenza internazionale sulla Decrescita a Venezia 2012. Banca Etica parteciperà all'evento con due interventi di Riccardo Milano, che sicuramente esprimerà una valutazione più meditata e rispettosa.
Per il GIT di Verona
ANTONIO MORREALE (coordinatore
4.    Scritto da: Raffaele Croci 10/09/2012
Premetto che le idee del movimento per la Decrescita non mi hanno mai entusiasmato, ma ritengo che il vostro speciale sull'argomento sia a senso unico per mettere in cattiva luce le tesi che questo movimento esprime, senza indicare delle alternative realistiche e fattibili per la soluzione dei problemi attuali.
E' evidente la DF ha base volontaristica con scarse ricadute nella società, ma credo che il compito della informazione sia di far capire e non di denigrare senza contraddittorio.
3.    Scritto da: Sergio Slavazza 6/09/2012
Non condivido nella forma e nei contenuti l'editoriale del numero 102 di Valori.
Cordiali saluti.
Sergio Slavazza, membro del Cda della Società Cooperativa Editoriale Etica
2.    Scritto da: Luca Salvi 4/09/2012
Evviva! Dibattito acceso. E ve ne stupite? Si può criticare, discutere, dissentire ma quando ci si esprime sulla decrescita con termini e giudizi lapidari come "Prozac sociale", "raccontare le favole", "tirare la cinghia", "rinchiudersi in sè stessi", "medioevo tecnologico", "movimento di destra", "movimento radical-chic" e si tira in ballo pure la massoneria siamo alla denigrazione e all'insulto, che sono il contrario del confronto costruttivo che voi auspicate...
1.    Scritto da: Luca Salvi 4/09/2012
La decrescita è un movimento, una filosofia e una prassi che mira a ridurre la mercificazione delle persone e delle cose e l'importanza del denaro, che deve essere un mezzo e non un fine. E' contro la dittatura del PIL e del pensiero unico e contro gli eccessi della globalizzazione. Prima la vita e poi il profitto. Meno e meglio. Meno merci e più beni. Meno Io e più Noi. Ideali del tutto in linea con quelli di Banca Etica. Dal vostro dossier non emerge nulla di tutto ciò. Un grosso scivolone.