Usa: gli immigrati salveranno il lavoro

La barriera che separa Tijuana (Messico) da San Diego (Usa). Foto: Tomascastelazo (Wikimedia Commons)

Soltanto gli immigrati salveranno gli Stati Uniti dal declino della forza lavoro previsto per i prossimi due decenni. Lo rivela una ricerca del Pew Research Center, pubblicata in questi giorni e ripresa dalla stampa Usa. Nel 2015 la popolazione americana in età da lavoro (25-64 anni) ammontava a 173 milioni di persone, destinati a salire a quota 183 milioni entro il 2035. Ma a garantire il saldo positivo saranno proprio i nuovi immigrati e i loro figli senza i quali, evidenzia l’analisi, il dato complessivo scenderebbe addirittura a quota 166 milioni.

 

La crescente uscita dei cosiddetti Baby Boomers (gli americani nati dal 1945 al 1965) dal mercato del lavoro determina una riduzione della partecipazione degli individui nati da genitori americani al numero degli occupati, quota destinata a calare dal 74% del 2015 al 66% che dovrebbe essere registrato vent’anni più tardi. “Per buona parte del secolo scorso – si legge nella ricerca del PEW, le cui stime riguardano sia gli immigrati regolari che quelli irregolari – la generazione del Baby Boom è stata il principale fattore dietro all’espansione della forza lavoro. Ma dal momento che questa ampia fascia di popolazione viaggia verso la pensione, la crescita della forza lavoro potenziale rallenterà in modo marcato e gli immigrati giocheranno il ruolo primario nell’incremento delle persone in età da lavoro pur restando una minoranza nell’insieme di queste ultime”.

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