Il Papa in Perù: i costi li pagano (anche) i detenuti

Una visita papale ha dei costi elevatissimi per uno Stato. Così nel Perù che si appresta a ricevere la visita di Papa Francesco dal 15 al 22 gennaio (la seconda di un pontefice nella storia del Paese latinoamericano, a 30 anni di distanza da quella di Giovanni Paolo II) si moltiplicano le iniziative per raccogliere fondi. Tra di esse, quella dei detenuti di dodici prigioni peruviane che hanno confezionato con le loro mani circa 300mila rosari. L’idea è dell'Istituto nazionale penitenziario che, in coordinamento con l'Arcidiocesi di Lima, contribuirà con la vendita dei rosari a coprire le spese organizzative che la Chiesa di Lima dovrà sostenere per la visita di Papa Francesco, oltre a permettere a 650 detenuti di sentirsi parte di questo grande clima di gioia e di speranza.

Padre Luis Gaspar Uribe, direttore esecutivo della visita del Papa a Lima, spiega l'iniziativa come un modo per far sentire oltre 650 detenuti parte di un grande evento di gioia e speranza. “Non dovete vergognarvi" ha detto parlando con le detenute del carcere “Virgen de Fatima”. "Il Perù vedrà cosa siete in grado di fare con le vostre mani. Con la vendita di questi rosari contribuiremo a coprire le spese dei giovani che saranno impegnati come servizio d’ordine del Papa, inoltre, i benefici ottenuti saranno condivisi con i detenuti che hanno fatto parte del programma denominato 'prigioni produttive' ".

Ma non tutti considerano positivo tale approccio. Da più parti della popolazione peruviana, che conta 26 milioni di cattolici su 31 milioni di abitanti, è stata avviata una campagna fortemente critica, diffusa attraverso i social network, che condanna il grave costo che dovrà sopportare il Perù per la visita papale Il governo di Lima ha infatti stanziato oltre 37 milioni di soles (9 milioni di euro) per la visita di Papa Francesco. I portavoce ecclesiastici hanno chiarito che la Chiesa non ha alcun rapporto con tali fondi. Il denaro non sarà infatti trasferito alla Chiesa cattolica ma corrisponde alle spese proprie che comporta l’accoglienza di un qualsiasi capo di Stato.
@lamarty_twi

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