La Cina prepara la stagione dei rimpasti

Pechino, la Grande Sala del Popolo che ospiterà in XIX Congresso del Partito Comunista cinese. Foto: Zhengzhou wikimedia commons

I recenti cambi al vertice di due delle maggiori banche cinesi sarebbero frutto di una chiara strategia di rimpasto attuata dal governo di Pechino. Lo sostiene il South China Morning Post. La nomina di Tian Guoli alla guida di China Construction Bank e il probabile insediamento di Chen Siqing alla presidenza di Bank of China, insomma, sarebbero parte di un processo di rinnovamento generale dei vertici dell’economia nazionale, ha dichiarato al quotidiano di Hong Kong l’economista del Beijing Institute of Technology, Hu Xingdou. Il governo, ha aggiunto, “vuole piazzare persone di fiducia per fare pulizia nel settore finanziario”.

Il programma si inserisce inoltre nel più ampio giro di vite promosso dai regolatori – ovvero dal governo – che prende di mira un ampio fronte di attività, “dalle acquisizione societarie ai prodotti finanziari venduti dalle banche a una clientela affamata di alti rendimenti”, scrive il SCMP evidenziando come il fenomeno si stia manifestando con maggiore intensità in vista del XIX Congresso del Partito Comunista nel prossimo autunno. “Vedremo un ulteriore consolidamento del potere del Partito attraverso il suo controllo delle maggiori istituzioni finanziarie cinesi”, ha dichiarato al quotidiano il docente di finanza della China Europe International Business School di Shanghai, Oliver Rui. Il piano di rinnovamento interessa anche i regolatori: i prossimi cambi nelle posizioni di vertice, nota ancora il quotidiano, dovrebbero interessare in particolare la China Insurance Regulatory Commission e la China Banking Regulatory Commission, già colpite di recente da inchieste sulla corruzione.
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