Inquinamento: Pechino scopre l’aria pulita

Wangfujing Street, Pechino. Foto: Nggsc Wikimedia Commons

Un traguardo storico, un segno dei tempi e della svolta in atto. Nello scorso mese di gennaio, i livelli di inquinamento a Pechino hanno registrato un dato medio di 34 microgrammi di PM2.5 per metro cubo, un risultato compatibile con lo standard nazionale fissato nel 2012 al di sotto della quota limite di 35. Non era mai accaduto prima. La notizia, diffusa ieri dal South China Morning Post (SCMP), evidenzia implicitamente il peso degli sforzi condotti dalla Cina nella lotta allo smog: il dato medio di gennaio segna infatti un calo del 70,7% rispetto ai livelli di PM2.5 rilevati nel medesimo periodo dello scorso anno.

Dichiarata ufficialmente nel 2013, la “guerra all’inquinamento” lanciata dalle autorità di Pechino, evidenzia il quotidiano di Hong Kong, si è mossa in due direzioni: le limitazioni all’uso delle automobile e il programma di chiusura o trasferimento di molti impianti a carbone. Le iniziative si sono affiancate alla stessa politica energetica governativa che da qualche tempo punta a ridurre il peso del carbone nel mix energetico in favore del gas naturale.
Quella relativa al PM2.5 non è l’unica voce a registrare performance significative. Secondo i dati dell’Enviromental Protection Bureau locale, riferisce ancora il SCMP, i livelli medi mensili PM10 segnano un meno 51,1% rispetto al dato di gennaio 2017. Meno 55,6% e meno 35,4% le variazioni registrate rispettivamente dall’anidride solforosa e dal diossido di azoto.
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