Nuovo rapporto Amnesty: crimini guerra in 23 Paesi

Copertina del rapporto 2016-2017 Amnety International sui diritti umani nel mondo

La retorica  del “noi contro loro” brandita sempre più spesso contribuisce a creare un mondo diviso e pericoloso, che arretra sulla difesa dei diritti umani. In 159 Paesi sono avvenute violazioni nel 2016 e 23 Paesi sono risultati scenario per crimini di guerra. Queste alcune cifre diffuse con la presentazione del Rapporto 2016-2017 di Amnesty International. La situazione dei diritti umani nel mondo, in cui l'organizzazione internazionale fa il punto lanciando un'allarme finora inascoltato.

A partire da un bilancio generale che non migliora rispetto ai numeri già inaccettabili del Rapporto 2015-2016, l'edizione 2016-2017, pubblicata in traduzione italiana da Infinito Edizioni,  descrive un 2016 segnato da politici come Trump, Orbán, Erdoğan, che fanno di demonizzazione, odio e paura alcune delle loro cifre distintive. Senza tralasciare il presidente filippino Duterte, capace di avallare, in nome di una personale e folle "guerra alla droga", l'omicidio di circa 5 mila persone da parte dei vigilantes.

Amnesty International, invitando a non sottovalutare la diffusione di certe parole d'ordine anche in Italia, accende i riflettori su 36 paesi che hanno violato il diritto internazionale in materia di migranti e rifugiati, non dimentica le uccisioni di difensori dei diritti umani in 22 paesi né gli accordi firmati e le leggi approvate nel 2016 in spregio al diritto d'asilo e alla libertà di espressione, né le discriminazioni e repressioni verso minoranze e piccole comunità, diritti delle donne e delle persone Lgbt.

Pagine da fatti e cifre in sintesi dal rapporto 2015-2016 Amnesty International sui diritti umani nel mondo

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