BNL, maxi-condanna di 10 milioni per contratti irregolari

assegni BNL

21 assegni da mezzo milione di euro ciascuno come risarcimento, per un totale di oltre 10 milioni di euro (compresi di rivalutazioni e interessi). La sentenza è stata emessa ai danni di BNL dalla 6a sezione del Tribunale civile di Como, che ha dato ragione alla società Altarea Italia, ramo italiano di una multinazionale francese: la somma, la più alta che una banca sia mai stata condannata a risarcire in Italia in questa materia, scaturisce da un contratto derivato SWAP che la società aveva sottoscritto con l'istituto bancario.

Nel 2007, la società Altarea Italia, appartenente a un gruppo multinazionale francese, aveva stipulato con una banca tedesca un finanziamento di circa 38 milioni di euro, finalizzato alla realizzazione di un centro commerciale. Per coprire il rischio derivante dal possibile rialzo del tasso variabile previsto dal finanziamento, la società aveva sottoscritto con BNL un contratto derivato SWAP con dichiarata finalità di copertura. Il contratto, che è tuttora in essere perché ha scadenza 2017, prevedeva lo scambio di flussi finanziari secondo i quali la società doveva pagare alla banca, sul nozionale di riferimento corrispondente all’importo del finanziamento e con pari ammortamento, un tasso fisso e avrebbe ricevuto dalla banca il tasso variabile Euribor sei mesi. Tuttavia, nel corso del contratto, il tasso Euribor è sceso fino ad azzerarsi, portando la Altarea a pagare differenziali negativi per oltre 8 milioni di euro in soli 8 anni.

“Il Tribunale nella sentenza afferma che la banca che opera in questa materia è tenuta ad osservare gli obblighi informativi e di rispetto delle normative anche quando conclude questi contratti con operatori finanziari importanti e di qualificata competenza” spiegano gli avvocati Fabiani e Dalla Zanna, rappresentanti di Altarea Italia. “La decisione rappresenta quindi un importante precedente per tutta quella moltitudine di clienti che, con maggiore o minore consapevolezza e competenza, hanno stipulato questi contratti con la convinzione che avrebbero potuto rappresentare una tutela contro il rischio di innalzamento dei tassi sugli indebitamenti in essere e si sono invece visti costretti a pagare somme anche considerevoli, al di fuori da ogni previsione”.

Contro la sentenza, BNL ha fatto appello e ha richiesto di sospendere nel frattempo l'esecutività della sentenza. La Corte ha però respinto la domanda della banca che è quindi stata costretta a eseguire il maxirimborso.

@EmanueleIsonio

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