L’Europa indaga le paure hitech dei suoi cittadini

La sede della Commissione europea a Bruxelles. Foto: Amio Cajander Wikimedia Commons

Iniziativa senza precedenti dell'Europa che coinvolgerà i suoi cittadini in una pubblica consultazione sulle paure e le speranze connesse al futuro di Internet e delle tecnologie.

Perché, a detta del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, è opportuno che certi argomenti - riporta il britannico «The Guardian» -  siano "discussi, sottoposti alla critica e alimentati con nuove prospettive".

Nelle prossime settimane verranno perciò lanciati diversi sondaggi per conoscere il pensiero degli europei su tematiche differenti. Dalla privacy alla sicurezza informatica all'intelligenza artificiale, dalla neutralità della rete all'importanza dei Big Data, all'impatto del mondo digitale su occupazione, salute, politica dei governi e democrazia.

Organi di diffusione prescelti per lo scopo saranno alcuni grandi giornali e mezzi di comunicazione (Der Standard, El País, Frankfurter Allgemeine Zeitung, La Libre Belgique, Gazeta Wyborcza, Luxemburger Wort, Público, Il Sole 24 Ore, The Lancet, Cell, lo stesso The Guardian), strumenti del progetto guidato da REIsearch e co-finanziato dalla Commissione europea.

E sebbene le pagine dei questionari non paiano ancora funzionanti sul sito del quotidiano italiano di confindustria, oggi più che mai in cattive acque, il programma prevede che il parere dei cittadini del Vecchio continente sarà elaborato nel corso del prossimo giugno. Obbiettivo dichiarato: "ispirare nuove idee su come risolvere alcuni dei problemi più urgenti della nostra società". Scopo indiretto: avvicinare la politica di Bruxelles ai residenti nei Paesi membri. O almeno così sperano in Belgio.

Condividi:
Show Buttons
Hide Buttons