Banche

Procedure anti-riciclaggio, arriva il “mea culpa” di HSBC?

Il 17 luglio è in programma un’udienza al Senato statunitense in cui HSBC sarà chiamata a intervenire sul tema delle proprie procedure anti-riciclaggio. Ed è possibile che il colosso bancario londinese scelga un vero e proprio “mea culpa”…
Il 17 luglio è in programma un’udienza al Senato statunitense in cui HSBC sarà chiamata a intervenire sul tema delle proprie procedure anti-riciclaggio. Ed è possibile che il colosso bancario londinese scelga un vero e proprio “mea culpa”, ammettendo che i controlli, per diversi anni, non si sono dimostrati adeguati. È quanto si evince da una nota interna ottenuta dall’agenzia Bloomberg.
Alla fine di gennaio la banca ha reso noto di essere stata sottoposta a indagini da parte di una commissione del Senato, alla ricerca di falle nelle procedure di lotta al riciclaggio di denaro. In questi mesi la banca ha più che triplicato il team che vigila sulla conformità alle leggi degli Stati Uniti e ha annunciato di voler abbandonare alcuni business ritenuti troppo rischiosi.
Il Ceo Stuart Gulliver nella nota avrebbe usato parole molto pesanti: nel periodo compreso fra il 2004 e il 2010, avrebbe affermato, “non siamo riusciti ad individuare e affrontare un comportamento inaccettabile”. Pertanto, “è giusto che siamo ritenuti responsabili e che ci assumiamo il compito di porre rimedio a ciò che è andato storto”. Interpellato da Bloomberg, Gareth Hewett, un portavoce dell’istituto, ha preferito non commentare i contenuti del documento.  
11 Luglio 2012
Redazione    @ redazione@valori.it