Crisi europea

Indonesia, i regolatori lavorano sulla crisi europea

L’Indonesia rafforzerà la supervisione sulle proprie banche per assicurarsi che non scontino le conseguenze della crisi europea. A dichiararlo è Muliaman Hadad, destinato ad assumere la guida della nuova autorità che regolerà il settore finanziario del Paese...
L’Indonesia rafforzerà la supervisione sulle proprie banche per assicurarsi che non scontino le conseguenze della crisi europea. A dichiararlo è Muliaman Hadad, il vice governatore della banca centrale destinato ad assumere la guida della nuova autorità che regolerà il settore finanziario del Paese.
L’economia indonesiana è nel pieno di una fase di crescita, guidata dal settore industriale. Di conseguenza, nel mese di maggio il volume di prestiti erogati è aumentato del 2% su base annuale: e il settore bancario, in generale, registra una performance molto positiva.
Ma non bisogna trascurare le conseguenze della crisi europea. Nel corso di un’intervista rilasciata ieri, e riportata dall’agenzia Bloomberg, Hadad ha fatto sapere che le banche commerciali hanno un’esposizione nei confronti del Vecchio Continente pari a 154 mila miliardi di rupie, pari a 16 miliardi di dollari. I loro asset, in tutto, superano i 3 mila trilioni di rupie.
Su questo tema lavorerà il nuovo regolatore del settore finanziario, che sarà attivo a partire dal mese di gennaio del 2013 e, secondo alcuni analisti, avrà un ruolo positivo perché sarà in grado di riunire le caratteristiche di diversi enti (non soltanto dedicati alle banche). «Dobbiamo assicurarci – ha dichiarato Hadad – che non ci siano falle nella supervisione, in modo tale che gli investitori si sentano sicuri di poter fare affari in Indonesia». Ad ogni modo, ha continuato, le condizioni finanziarie del Paese asiatico sono tali da «non avere motivo di essere pessimisti».  
20 Giugno 2012
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