Citigroup, i derivati al servizio dell’evasione fiscale

Citigroup sta per essere condannata per aver eseguito una serie di transazioni sui derivati con l’obiettivo, per lo meno parziale, di aiutare i propri clienti stranieri ad evadere le tasse sui dividendi. Una mossa che potrebbe preannunciare una nuova ampia offensiva contro le banche che hanno usato simili strategie. La sanzione, pari a 600 mila dollari, è stata comminata dalla Financial Industry Regulatory Authority e arriva dopo mesi di indagini sugli strumenti derivati e le loro applicazioni offshore volte ad eludere il fisco statunitense. 

Quando agli investitori stranieri vendono corrisposti i dividendi sulle loro partecipazioni azionarie nelle aziende americane, infatti, essi possono essere soggetti ad una decurtazione fiscale, in funzione degli accordi presi tra gli Usa e i Paese d’origine degli stessi investitori. E Citigroup, secondo la Finra, ha utilizzato una serie di complessi strumenti derivati - in particolare i “total return swaps” - per garantire l’esenzione tributaria completa. Una tipica “manovra” elusiva è consistita nella vendita di una partecipazione dal cliente alla banca, proprio nel periodo di pagamento dei dividendi: in cambio, l’investitore poteva ricevere il denaro equivalente allo stesso dividendo, insieme ad un’eventuale apprezzamento del titolo nel periodo di possesso da parte dell’istituto di credito. 

Citigroup ha rifiutato di commentare la notizia. L’annuncio ufficiale della multa dovrebbe arrivare oggi stesso. 

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