Bloomberg, emergenti: nuovo allarme debito

Foto: klip game, dominio pubblico (Wikimedia Commons)

“L’indiscriminata compressione degli spread ha spinto le valutazioni di prezzo sui bond denominati in dollari dei mercati emergenti a livelli che non hanno più senso, soprattutto alla luce dei rischi associati al credito e alla liquidità in particolar modo per il segmento dei titoli ad alto rendimento”. Lo ha dichiarato Lisa Chua, portfolio manager della divisione mercati emergenti di Man Group, il più grande fondo quotato del comparto hedge nel mondo, intervistata da Bloomberg.  Le affermazioni gettano così ulteriori ombre su un settore da tempo sotto esame e che, alle attuali condizioni di mercato, sembra evidenziare molti aspetti critici (ne parliamo nell’ultimo numero di Valori LEGGI QUI).

Negli ultimi anni i debiti dei Paesi emergenti e in via di sviluppo sono diventati particolarmente attraenti, scrive Bloomberg. La politica monetaria espansiva e la difficoltà degli investitori nel trovare rendimenti significativi nel comparto fixed income, in particolare, ha fatto crescere la domanda di questo genere di titoli spingendone in alto il prezzo e riducendo, va da sé, gli interessi pagati dagli emittenti (tuttora ai minimi dal 2007 secondo l’indice Bloomberg Barclays). Il problema, sottolinea Man Group, è proprio nei valori anomali dei bond che, allo stato attuale, sarebbero assai più rischiosi di quanto suggerisca il loro prezzo. Per questo, nota ancora il fondo ripreso da Bloomberg, gli investitori potrebbero andare incontro a “un brusco risveglio” di fronte al mutamento in senso restrittivo – aumento dei tassi, riduzione della liquidità immessa nel sistema – delle strategie delle banche centrali.
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