Banche: nuovo passo indietro di Trump

Il segretario al Tesoro Mnuchin. Foto: Department of Treasury (public domain)

L’amministrazione Trump non intenderebbe reintrodurre di fatto il Glass-Steagall Act, la legge - approvata in piena Grande Depressione e abolita durante la presidenza Clinton – che sanciva la separazione tra le banche retail e quelle di investimento. Lo si intuisce dalle dichiarazioni rilasciate ieri dal Segretario al Tesoro Steven Mnuchin davanti al Senate Banking Committee. “Pensiamo che ci siano delle potenzialità che potremmo esaminare in merito alla regolamentazione”, ha dichiarato Mnuchin, ripreso da Business Insider; “ma non sosteniamo la separazione tra istituti (retail, ndr) e banche di investimento”. Emblematica la replica fornita nell’occasione dalla senatrice Elizabeth Warren: “Che cosa pensa che fosse il Glass-Steagall se non esattamente questo (principio di separazione, ndr)?”.

 

Le parole di Mnuchin confermano in definitiva l’ennesimo passo indietro di Trump rispetto alle promesse elettorali in merito all’atteso giro di vite nei confronti degli eccessi di Wall Street. Non bastasse la nomina alla squadra di governo di alcuni contestati esponenti dell’alta finanza Usa (a partire dallo stesso Mnuchin), le (non) scelte compiute dalla nuova amministrazione appaiono oggi come tutt’altro che ostili ai grandi operatori del mercato. Appena due settimane fa, interpellato sull’argomento da Bloomberg, Trump aveva aperto uno spiraglio all’ipotesi di reintroduzione della norma (“Ci sto pensando”). Ma le affermazioni del Segretario al Tesoro sembrano delineare ora uno scenario poco edificante: una riforma annacquata incapace di andare al cuore del problema.

Condividi:
Show Buttons
Hide Buttons