Energia atomica

Giappone senza memoria: sconfitto un altro candidato antinucleare

Il sostenitore delle fonti d’energia rinnovabili Tetsunari Iida perde nella corsa alla carica di governatore della prefettura di Yamaguchi, ma ha costretto l’avversario a cambiare idea sulla costruzione di una centrale nucleare nella zona...
Magra consolazione per il fronte ambientalista e antinucleare Giapponese nella corsa per l’elezione del nuovo governatore della prefettura di Yamaguchi: Shigetaro Yamamoto, ex funzionario del ministero dei Trasporti e del territorio, nonché avversario di Tetsunari Iida, candidato sostenitore delle fonti d’energia rinnovabili, ha vinto le elezioni dichiarando di voler sospendere il progetto della Chugoku Electric Power Co per la costruzione della centrale atomica di Kaminoseki. A riportare la notizia è Bloomberg, registrando così un piccolo – e temporaneo – stop al nucleare giapponese, che mitiga l’ennesimo segno di una più generale tendenza contraria, per la quale sembra che il Paese non stia ancora facendo i conti fino in fondo con le conseguenze politiche, ambientali ed economiche del recente disastro di Fukushima.


Matsuda Kaoru, portavoce dell'ufficio elettorale di Iida, sottolineava che
«Yamamoto ha cambiato il suo parere sul progetto Kaminoseki dopo l’ingresso di Iida in campagna elettorale» ma l’esito finale del voto ha confermato un’aria di restaurazione atomica ormai diffusa. Un sondaggio del quotidiano d'affari Nikkei riportava infatti che ben il 49% dei propri i intervistati sostiene il riavvio degli impianti nucleari a un "livello minimo" di esercizio e ciò mentre il Giappone è nel pieno della ridefinizione delle sue politiche energetiche e attraversa una calda fase elettorale.



L'8 luglio, in una contesa simile a quella di Yamaguchi, Yuichiro Ito, 64 anni, ha vinto la rielezione a governatore della prefettura di Kagoshima contro uno sfidante che si era opposto al riavvio della centrale atomica della Kyushu Electric Power Co. Ito, che ha ottenuto quasi due terzi dei voti espressi, supporta invece il riavvio dei due reattori della società a Sendai e un congelamento dei piani per la costruzione di un terzo. E ciò dopo mesi di manifestazioni anti-nucleari e marce nella capitale Tokio, invasa da cortei anche di segno diverso, scaturite dalle regioni rurali che dipendono dalle centrali elettriche per gli investimenti e l'occupazione.

30 Luglio 2012
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