I bus trentini andranno a “rifiuti”

Raccolta umido - Archivio Ufficio Stampa Provincia autonoma di Trento

Un progetto che parte dalla filiera della raccolta differenziata e che ha l'ambizione di chiudere il cerchio - quello di un'economia circolare - producendo energia per la mobilità sostenibile del territorio. La best practice arriva dal Trentino, dove la raccolta differenziata è circa all'80%, un dato quasi omogeneo in tutta la Provincia autonoma. Attraverso la lavorazione del rifiuto umido BioEnergia Trentino produce un ammendante di qualità che viene utilizzato nell’intera Valle dell’Adige per la concimazione dei vigneti e dei meleti sostituendo i concimi chimici con un prodotto biologico. Ma l'attività va oltre: con la fermentazione del rifiuto umido si produce il biogas, che altro non è che una miscela di metano e altri gas, che consente di produrre energia elettrica rinnovabile e calore. Il biometano prodotto da BioEnergia Trentino sarà utilizzato dalla Trentino Trasporti per alimentare i mezzi di trasporto a metano che funzioneranno con metano rinnovabile sostituendo quindi il metano fossile attualmente in uso. "E' il primo progetto in Italia che anticipa e valorizza le normative europee sull'utilizzo delle fonti rinnovabili per i trasporti, attivando un sistema di economica circolare a tutto vantaggio dell'ambiente e del territorio" dichiara Mauro Gilmozzi, assessore all'ambiente della Provincia autonoma di Trento.

Al centro Mauro Gilmozzi, ass. ambiente PaT

A Trentino Trasporti sarà fornito da BioEnergia (attraverso il metanodotto SNAM) il 100% del fabbisogno per l'alimentazione della flotta degli autobus cittadini e il trasporto pubblico di fondovalle. Tutto ciò partendo dalla filiera della raccolta differenziata che intercetta l’umido lo trasforma in energia e lo purifica in biometano per alimentare la mobilità alternativa. Un progetto innovativo e straordinario che potrà essere completato entro il 2018.

Ad oggi BioEnergia tratta i 2/3 del rifiuto trentino, quasi 34.000 tonnellate all’anno e produce circa 8.500.000 di kwh elettrici. La previsione, in seguito all'ampliamento dello stabilimento che si prevede a breve, è di poter trattare il 100% del rifiuto umido trentino e di supportare l’accordo sui rifiuti stipulato dalla Provincia autonoma di Trento e da quella di Bolzano. Bio Energia Trentino infatti accoglierà una parte dell’umido di Bolzano a fronte del conferimento di una parte di rifiuto secco trentino all’inceneritore di Bolzano.

Attraverso questo incremento delle quantità trattate e la chiusura della filiera dell’umido trentino l'azienda riesce a produrre energia elettrica rinnovabile e compost di qualità e, forte della sinergia attivata con tutti gli altri partner del progetto, avvia anche questa nuova e innovativa filiera industriale: la produzione del biometano per autotrazione in favore della flotta degli autobus cittadini che, a progetto ultimato, passeranno da 42 (già alimentati a metano) a 64 (alimentati a biometano).

Impianto nella valle trentina - Foto archivio ufficio stampa PAT

Il biogas fermentato sarà infatti purificato e, in accordo con la SNAM, inserito nella rete di trasporto del metano che passa a 100 metri dall’impianto di Cadino in direzione nord. Il metanodotto SNAM con pressione a 70 bar consentirà di gestire tutta la produzione attuale e futura portando il metano biologico fino all’autorimessa di Trentino Trasporti di Gardolo a solo 10 km dall’impianto di produzione.

@lamarty_twi

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