Impatto ambientale

Australia, tassa mineraria: il Queensland si rivolge ai giudici

La battaglia sulla tassa mineraria in Australia non coinvolge più solamente il governo centrale e le imprese: la questione sta generando sempre più uno scontro istituzionale…
La battaglia sulla tassa mineraria in Australia non coinvolge più solamente il governo centrale e le imprese: la questione sta generando sempre più uno scontro istituzionale. Gli amministratori dello Stato australiano del Queensland, uno dei più ricchi di materie prime, hanno infatti depositato questa mattina una denuncia contro il prelievo fiscale entrato in vigore lo scorso 1 luglio. L’ente pubblico si è così unito ad un’azione legale avviata dal colosso minerario Fortescue Metals. Il ministro della Giustizia del Queensland ritiene infatti che la tassa, voluta dal governo laburista di Julia Gillard, limiti di fatto la possibilità degli amministratori locali di incoraggiare l’industria mineraria. In questo senso, si tratterebbe di un provvedimento incostituzionale.
A decidere nel merito saranno i giudici. Intanto, ciò che è chiaro è che quello che si sta producendo è uno scontro senza precedenti, con la lobby delle industrie pronta a dare battaglia sia sul piano politico che su quello giudiziario.
L’obiettivo del prelievo fiscale è di penalizzare chi contribuisce maggiormente al cambiamento climatico. Ad essere colpite saranno circa 350 compagnie, che dovranno pagare una cifra fissa di 23 dollari locali (18,6 euro) per ciascuna tonnellata di CO2 prodotta. A cominciare dai colossi del settore: BHP Billiton, Rio Tinto e Xstrata.  
9 Luglio 2012
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