Profit ma attente alla comunità: Milano ospita le B Corp

di Emanuele Isonio

Sono 40 in Italia e, entro l'anno prossimo, dovrebbero salire a 170: sono le B Corp (o B Corporation), che per la prima volta si sono riunite a Milano, in un evento patrocinato dal Comune di Milano e dalla Fondazione Cariplo, per evidenziarne i potenziali effetti positivi. Le B Corp sono infatti aziende for profit ma che hanno deciso di mettere sostenibilità e benessere delle persone al centro della propria strategia e del proprio statuto. Diversissimi i comparti in cui agiscono: trasformatori industriali di mandorle biologiche, pasticceri, produttori di sistemi satellitari, viticoltori biologici, aziende di design, laboratori di cosmesi, società di assicurazione.

Stefano Zamagni,   economista Università di Bologna

Stefano Zamagni, economista Università di Bologna

“L'iniziativa di oggi – ha osservato l'economista Stefano Zamagni - va accolta con favore per una duplice ragione, da un lato perché rappresenta il superamento di una distinzione ormai obsoleta come quella che contrappone il profit e il no-profit, dall'altro perché il progetto delle società benefit rappresenta una ripresa a distanza di secoli di quanto era accaduto in Italia all'epoca dell'Umanesimo civile (XV sec.)".

22 miliardi il fatturato mondiale - Un fenomeno che – è stato rivelato durante l'incontro - nel mondo conta finora 2mila aziende (erano 125 nel 2008) distribuite in 50 Paesi e impegnate in 130 settori differenti. 150mila persone occupate e un fatturato complessivo di 22 miliardi di euro. In Europa, lo Stato con il maggior numero di queste realtà è l' Olanda ma subito dietro c'è proprio l' Italia. Grandi marchi come Patagonia e Kickstarter ma anche tante imprese di medie dimensioni.

“Oggi le aziende rappresentano la più grande forza sul pianeta” commenta Eric Ezechieli, cofondatore di Nativa, prima B Corp in Italia e una delle prime al mondo: “Il nostro futuro sarà prospero se riusciremo ad indirizzare questo potenziale straordinario in una direzione virtuosa, che crei valore per tutta la società. È un percorso di evoluzione ovvio, che sta accelerando sempre di più. Per trovare la direzione è necessario misurare il vero valore che tutte le aziende creano per le persone e l’ambiente e che questo venga considerato tanto importante quanto il valore economico. Presto sarà normale misurare l’operato delle aziende in modo completo, come fanno tutte le B Corp”.

Italia primo Stato sovrano ad avere una legge sulle B Corp - L’Italia, in questo caso, è partita col piede giusto: a gennaio 2016 è diventato infatti il primo Stato sovrano al mondo (negli Usa la normativa sulle Benefit Corporation esiste solo in 33 Stati della federazione) ad avere introdotto nel proprio ordinamento la Società Benefit. "La vera sfida però non è ancora vinta” spiega Mauro Del Barba, senatore Pd e promotore della legge. “Dobbiamo supportare questo cambiamento con un grande piano di riforme complessive del paese per fare dell'Italia il cuore di questa rivoluzione attorno a cui costruire una nuova Europa del benessere sociale".

Ma il passaggio per essere B Corp non avviene dall'oggi al domani per un'impresa. La gestione delle Società Benefit richiede agli amministratori il bilanciamento tra l’interesse degli azionisti e l’interesse della collettività. Per una Società Benefit è quindi prevista la nomina del responsabile dell’impatto e la pubblicazione di una relazione annuale per descrivere le azioni svolte, i piani futuri e la misura dell’impatto che l'azienda produce sulla società e sull’ ambiente.

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