Non solo razzismo: volontariato in crescita

Siamo nel pieno di rigurgiti razzisti ed egoisti, ma l'Italia del volontariato non si ferma. Lo confermano i numeri importanti presentati nell’ultimo Rapporto di CSVnet – che riunisce 64 centri servizi per volontariato e li rappresenta a livello nazionale ed europeo. I Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) in base alla Legge delega per la riforma del Terzo settore n. 106/2016 hanno il compito di organizzare, gestire ed erogare servizi di supporto tecnico, formativo ed informativo per promuovere e rafforzare la presenza ed il ruolo dei volontari in tutti gli enti del Terzo settore (4,8 milioni secondo i dati del Censimento Istat Non Profit 2011).

I Centri confermano la propria presenza sul territorio portando a quasi 400 i punti di servizio attivi fra sportelli e sedi centrali: stanno quindi aumentando, nonostante il calo delle risorse, la quantità e la qualità dei servizi erogati.

L’occasione per la presentazione dei dati è stata l’assemblea nazionale dello scorso 10 febbraio in occasione della quale è stato eletto il nuovo consiglio di CSVnet e Stefano Tabò è stato confermato presidente. “Si tratta di un processo, anche culturale, – spiegano nell’introduzione Tabò – che i dati del Report non possono descrivere appieno ma che danno un’idea chiara di ciò che rappresenta il sistema: il volume di attività, la struttura organizzativa ma soprattutto il grado di penetrazione all’interno del Terzo settore”.

Tra i dati più significativi l’avvicinamento a 400 (389) del numero complessivo di sportelli e sedi centrali: 42mila metri quadrati (+4mila) di spazi – di cui il 38% è ad uso esclusivo delle Organizzazioni di volontariato (Odv) – che “lanciano un messaggio chiaro: anche se la riforma imporrà una riduzione del numero dei centri servizi, essi faranno di tutto perché questo non abbia conseguenze pratiche sui servizi e la disponibilità territoriale”, sottolineano Tabò e Magliano.

A confermarlo anche il numero complessivo dei servizi erogati, che supera la cifra di 226mila segnando un aumento dell’8%. I beneficiari dei servizi sono più di 42.600 e appartengono all’ampia categoria del non profit, soprattutto Odv (71%). I singoli cittadini “serviti” invece sono 41mila a cui si aggiungono circa 2mila gruppi informali. Significativo è anche l’indice di penetrazione dei CSV nel volontariato: è stato raggiunto in media il 62% delle Odv (iscritte e non iscritte nei Registri regionali) sul territorio di competenzapresenti nelle banche dati e quindi note ai CSV: 30.517 su 49.130. In pratica 2 associazioni su 3 hanno ricevuto almeno un servizio nel corso dell’anno. Scorrendo i numeri dei servizi erogati spiccano le consulenze, di vario tipo ma che riguardano soprattutto l’ambito giuridico-legale (24% del totale) e fiscale-contabile (23%). Aumentano anche i servizi di comunicazione (23.835, +20% rispetto al 2015), a cui si aggiungono oltre 2mila iniziative di formazione realizzate dai CSV o in collaborazione con le associazioni per un totale di oltre 26mila ore erogate.

L’orientamento al volontariato, in particolare tra i giovani, resta un impegno irrinunciabile per i Centri: sono 168mila (+7%) gli studenti raggiunti, anche grazie ai progetti di alternanza scuola-lavoro, in 1.700 istituti scolastici di ogni ordine e 41 università; incrementato anche il numero di docenti (4.292, + 6%) e delle Odv coinvolte (3.290, +14%). L’organizzazione e la prestazione dei servizi sono garantite da uno staff complessivo di 843 persone, l’84% dei quali ha un contratto di lavoro subordinato. Il calo di 115 addetti tra il 2014 e il 2016 ha riguardato le posizioni parasubordinate e autonome, a conferma della volontà di usufruire delle competenze del personale interno per rispondere ai bisogni delle associazioni. Per far funzionare la “macchina” dei Centri di servizio è molto importante anche l’apporto del lavoro volontario: quello dei 959 tra presidenti e consiglieri e quello di circa mille volontari impegnati gratuitamente nelle attività quotidiane, per un totale di circa 190mila ore.

Rispetto alla vita associativa anche nel 2016 si registra un’ampia partecipazione: più di 9mila sono le organizzazioni coinvolte nella gestione dei CSV, per l’88% si tratta di Organizzazioni di volontariato a cui si aggiungono quasi 600 reti di volontariato e associazioni di promozione sociale.

Con riferimento alle risorse finanziarie, i CSV nel 2016 hanno avuto a disposizione 45,65 milioni di euro a fronte di una spesa complessiva sostenuta di 46,64 milioni di euro. Si è fatto ricorso alle riserve accantonate negli anni precedenti, frutto di una gestione oculata, che hanno consentito di rispondere ai bisogni espressi dai beneficiari e mantenere così il livello dei servizi erogati.

@lamarty_twi

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